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Plastica, una flotta di pescherecci pulirà l’Arcipelago toscano

Samuele Bartolini
Plastica, una flotta di pescherecci pulirà l’Arcipelago toscano

Via ad un’intesa fra Regione, pescatori e aziende dei rifiuti in sei porti: le imbarcazioni potranno trasportare i materiali senza rischiare guai giudiziari

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FIRENZE. Arcipelago Pulito. Si replica. Stavolta però la Regione allarga a sei Comuni e punta a raccogliere almeno novanta quintali di plastica. Arcipelago Pulito è il progetto sperimentale della durata di sei mesi che fa squadra coi pescatori per contribuire a ripulire il mare dai rifiuti di plastica. 

Lunedì 11 alla sede della Giunta regionale a Firenze è stato firmato il nuovo protocollo d'intesa. C'è Livorno come nel 2018, ma ci sono anche Viareggio, Porto Santo Stefano e Porto Ercole sull'Argentario, Castiglione della Pescaia e Piombino. Sono i porti con il maggior numero di pescherecci. Centocinque sulla carta i pescherecci attivi: 44 a Viareggio, 25 sull'Argentario, 20 a Livorno, 11 a Castiglione, 5 a Piombino. La caccia ai rifiuti di plastica in mare comincia con 30-40 imbarcazioni.  «Ma siamo aperti al contributo di altri Comuni e altri pescherecci», dice l'assessore alla presidenza Vittorio Bugli. Sono i Comuni a definire le filiere locali di selezione e riciclo dei rifiuti con un proprio disciplinare. La regia è regionale, le linee guida uguali per tutti, ma attori e modus operandi potrebbe cambiare, anche se di poco, da luogo a luogo. Per capire meglio: se nel porto di Livorno è l'Autorità portuale l’autorità competente ad organizzare la raccolta dei rifiuti, altrove sono le amministrazioni comunali responsabili. Senza questo accordo, nel resto d’Italia i pescatori che trasportano spazzatura raccolta in mare rischiano di essere accusati di traffico illecito di rifiuti e comunque sono costretti a pagare per il loro smaltimento. La Toscana invece di fatto “sospende” così la legge per chi si impegna a ripulire il mare. Non solo. L’intesa ha fatto da modello per il Salva-mare, il disegno di legge in discussione in parlamento.

Da territorio a territorio cambiano poi i gestori e scelte diverse, rispetto a quella di Revet nel porto labronico, potrebbero essere fatte sugli impianti di selezione e riciclo. Crescono gli ‘sponsor' privati. Ad Unicoop Firenze si aggiunge Unicoop Tirreno. Nel 2018 Unicoop Firenze ha contribuito alla campagna di sensibilizzazione e deciso di premiare con un incentivo i pescatori che avevano aderito, utilizzando parte dei fondi ricavati dal centesimo che soci e clienti per legge, dall'inizio del 2018, sono tenuti a pagare per i sacchetti in mater-b dell'ortofrutta. «Ci impegniamo a dare un incentivo anche stavolta», ha detto Claudio Vanni, direttore delle relazioni esterne di Unicoop Firenze. Seguono i cugini di Unicoop Tirreno: «Sosterremo la campagna tra i soci. A Castiglione della Pescaia abbiamo eliminato dai nostri supermercati la vendita di stoviglie in plastica usa e getta».

Ma come funziona Arcipelago Pulito? Arriva in porto il peschereccio col suo carico di pescato e rifiuti. Questi ultimi vengono separati dal pescato e depositati in un contenitore vicino all'attracco. La plastica viene poi trasferita in una piattaforma di selezione fuori dal porto e presa in carico dal gestore dei rifiuti della città. Soddisfatta l'assessore all'ambiente di Livorno Giovanna Cepparello: «La nostra città è ribelle per natura. Ma stavolta è la gente che chiede di portare avanti questa iniziativa». Il sindaco di Castiglione della Pescaia Farnetani ha anticipato i tempi: «Abbiamo già messo la struttura per la raccolta dei rifiuti in porto». Chiude Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana: «Stiamo facendo azione di lobbying affinché questa buona pratica diventi legge dello Stato».
 

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