Sicurezza
Turbativa nella vendita delle divise ai Comuni: indagati 9 imprenditori e 3 dipendenti pubblici
Misure interdittive per i titolari di ditte toscane che producono capi di abbigliamento da lavoro. Tra i bandi finiti al centro delle indagini quelli per la forniture di abbigliamento alla polizia municipale di Firenze, di Siena e di Massa
FIRENZE. Un'associazione a delinquere finalizzata a turbare il corretto svolgimento delle procedure di affidamento di pubbliche forniture, in particolare divise, per Comuni e altri enti pubblici. È l'ipotesi di reato al centro di un'inchiesta condotta dalla guardia di finanza di Firenze e dal pm fiorentino Leopoldo De Gregorio che stamani ha portato all'esecuzione di misure interdittive, emesse dal gip Alessandro Moneti, a esercitare uffici direttivi di società per 9 imprenditori titolari di ditte toscane che producono capi di abbigliamento da lavoro.
L'ACCUSA
Le indagini, avviate dopo una denuncia presentata due anni fa dall'ufficio anticorruzione, trasparenza e controlli del Comune di Firenze, avrebbero "messo in luce alterazioni nelle procedure di affidamento indette da alcuni Comuni ed enti pubblici della Toscana", con "un nucleo di imprese che, in circa cinque anni, sono risultate più volte aggiudicatarie" delle gare bandite da alcuni enti pubblici, territoriali e non, per l'acquisizione" prevalentemente di divise e accessori per la polizia municipale, per servizi di guardiania e di rappresentanza.
L'inchiesta avrebbe svelato, si spiega, l'esistenza di un 'cartello' di imprese: "Sarebbe emerso - si legge in una nota della Gdf - un forte vincolo a carico di alcune delle principali società attive nelle forniture dei beni, fondato su interessi perseguiti secondo logiche di non aggressione e accordi attraverso cui alcune aziende si sarebbero divise i territori di diverse regioni del Centro-nord".
DIPENDENTI PUBBLICI NEI GUAI
Ci sono anche dipendenti pubblici indagati nell'inchiesta . In particolare, secondo quanto appreso, per tre funzionari pubblici, ai quali viene contestato il reato di turbativa d'asta, la procura ha chiesto la misura cautelare dell'interdizione dai pubblici uffici sulla quale, secondo quanto previsto dalla legge, il gip deciderà dopo l'interrogatorio non ancora avvenuto. Si tratterebbe, secondo quanto appreso, di un funzionario della polizia municipale di San Giuliano Terme (Pisa), e di due dipendenti dei Comuni di Siena e Cecina, che per l'accusa si sarebbero accordati con alcuni degli imprenditori indagati per falsare l'esito di alcune delle gare oggetto dell'inchiesta.
I BANDI NEL MIRINO
Tra i bandi finiti al centro delle indagini nel corso degli anni, quello per le forniture di divise ai dipendenti della Galleria dell'Accademia di Firenze, dell'Opera primaziale pisana, di fornitura di divise alla polizia municipale di Firenze, di Siena e di Massa.
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