Il Tirreno

Toscana

carrara 

Don Euro, prescrizione vicina per l’estorsione

A.V.

Deve ripartire da capo il processo a Luca Morini, l’ex prete   delle spese pazze e degli incontri (presunti) con escort gay

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carrara. La sua posizione giudiziaria si era già alleggerita mesi fa, prima dell’inizio del processo che lo vede, dal pulpito, sul banco degli imputati. Contro Luca Morini (l’ex sacerdote che ha mantenuto il titolo di don solo affiancato a quell’Euro che stigmatizzare una condotta fatta di spese pazze, droga, e frequentazioni con escort gay) nessuno dei parrocchiani truffati ha sporto denuncia. Facendo così, di fatto, cadere questa ipotesi accusatoria a suo carico. Ieri mattina in tribunale a Massa un altro colpo di scena che, almeno sulla carta, favorisce l’iter giudiziario di cui è protagonista l’ex parroco di Massa, Avenza, Caniparola e Fossone. Una magistrata del collegio che dovrà esprimersi su don Euro è in congedo per maternità: dovrà essere sostituito. La difesa (Morini è assistito dall’avvocato Giovanna Barsotti) non ha prestato consenso ad acquisire le testimonianze già rese davanti ai giudici. In soldoni: si ricomincia tutto da capo. Il 4 dicembre («prima è impossibile a causa delle carenze di organico del tribunale di Massa» si è lamentato il presidente del collegio Ermanno De Mattia) si torna in udienza. E solo allora si rimetterà mano al calendario: tutta una serie di udienze per risentire i testimoni che già hanno sfilato. Fra questi il grande accusatore di Morini, l’escort gay napoletano Francesco Mangiacapra. La prescrizione adesso per Luca Morini è davvero più vicina: per lui restano, infatti, in piedi le accuse di estorsione, sostituzione di persona e detenzione di stupefacenti. In sette anni e mezzo il grosso di questi reati si estingue (i fatti contestati vanno dal 2010 al 2016). L’unico non si prescrive è l’autoriciclaggio: la Procura lo contesta nel 2010- fa notare la difesa- quando ancora non era reato. —

A.V.

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