Sicurezza
Fiorello, sei milioni di spettatori con il picco di share al 25%
Viva RaiPlay, l’estetica del frammento e del programma da consumare dove vuoi quando vuoi, traghettata dalla più generalista delle reti, Rai1: 6 milioni e mezzo di spettatori, 25 % di share, la percentuale di ascolto. Share altissimo, meno i valori assoluti, com’è ovvio. Solo nel 2011, il suo Più grande spettacolo dopo il weekend, era seguito da punte di 13 milioni di spettatori. In pochi anni si sono rivoluzionati i parametri, il televisore quasi non esiste più, ci sono le altre piattaforme, e quelle Fiorello tiene d’occhio.
Il punto non sono gli ascolti, pur ragguardevoli, e gli ascolti non sono tutto, sarebbe bello convincersene definitivamente. L’audience è fatta di numeri, che appaiono con facilità interpretabili, ma non è così. Ciò che continua a caratterizzare il lavoro di Fiorello è la lungimiranza, la possibilità di mescolare innovazione e tradizione. Operazione scaltra, tocca dirlo. Molto autoriale. Fruttuosa, anche perché governata da lui. Una prova che la tv generalista non è morta. Ma una prova, pure, che per non morire va fatta bene. E per essere fatta bene, ci vogliono le persone giuste. E di giuste come Fiorello, oggettivamente, non ce n’è così tante. Perché lui è riuscito a indovinare quel mix di talento, tecnica, disciplina, piedi per terra, umanità, tigna e arte, difficile da raggiungere e mantenere: ha avuto i suoi guai anche lui e la vita è complicata per tutti. Come ognuno dotato di personalità forte, può anche risultare antipatico, questo sì. Ma che sappia cantare ballare e recitare si vede a occhio nudo, che sia un talento naturale pure, un talento che si esprime con la gentilezza verso il prossimo e non con l'irrisione. Ma dietro si indovina il fil di ferro della preparazione, dell’informazione. Ha sempre creduto nei quotidiani, ama la carta stampata, va dalla tv alla radio, dall’edicola al web passando per i teatri. E Gutenberg lo aspetta al varco, di sicuro, con un bel pacchetto di caratteri mobili. —
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