Finanza
Poliziotta rivendeva le marche da bollo
FIRENZE. Staccava le marche da bollo dalle pratiche presentate dai cittadini, e poi, quando qualche smemorato arrivava in ufficio senza la marca per fare il passaporto, gliele rivendeva intascando il denaro in contanti. Così arrotondava lo stipendio una poliziotta in servizio a Firenze, all'ufficio della divisione amministrativa del commissariato di Rifredi col grado di assistente capo. Ieri il tribunale di Firenze l'ha condannata a 4 anni, 3 mesi e 15 giorni di reclusione con l’accusa di peculato. Il più delle volte le marche da bollo venivano associate alla documentazione con delle graffette, invece di incollarle, poi la poliziotta le metteva da parte e le rivendeva all’occasione. Il danno erariale è stato calcolato in 2.572 euro. I fatti contestati alla poliziotta, ora in pensione anticipata, sono relativi al 2015. La poliziotta non è nuova ai guai con la giustizia. Nell'aprile 2018 lei e il marito, ex poliziotto in pensione, furono condannati rispettivamente a 3 anni e 3 mesi di reclusione e a 3 anni e 8 mesi, per minacce aggravate dalla finalità della discriminazione razziale e porto illegale di arma. Una notte dell’agosto 2014 si presentarono armati fuori da una discoteca del centro, in via Palazzuolo, minacciando tre addetti alla sicurezza, tutti senegalesi, e accusando uno di loro di aver ingiustamente denunciato il loro figlio per alcuni furti avvenuti nel locale. L’uomo avrebbe esploso anche due colpi a scopo intimidatorio.
Matteo Leoni
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