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Quelli che verniciano i giganti: i segreti e le ambizioni di Artyacht900

Quelli che verniciano i giganti: i segreti e le ambizioni di Artyacht900

La creatura di Alessandro Tambalo e Andrea Ignarra cresce a vista d’occhio «Nel 2008 eravamo due dipendenti, poi abbiamo capi che era il momento giusto» 

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Scommettere su se stessi, animati da una irrefrenabile passione. Il 2015 è l’anno in cui l’idea di Artyacht900 assume forma concreta: un’azienda fondata da Alessandro Tambalo e Andrea Ignarra, entrambi originari di La Spezia, ieri dipendenti nel settore in cui oggi sono invece imprenditori, quello delle verniciature e del refitting di imbarcazioni da diporto e da gara (sia in materiale ferroso sia in vetroresina), con un focus particolare sulla realizzazione di tender tra i 12 ed i 24 metri di lunghezza.

«La nostra è un’azienda giovanissima: i quindici dipendenti hanno meno di trent’anni», rivendica con orgoglio Alessandro Tambalo, uno dei due soci. La storia di Artyacht900 è l’emblema del coraggio di chi ha deciso di investire sulle proprie capacità, intravedendo la possibilità di affermarsi anche in un settore complesso e in continuo mutamento quale la nautica.

«Nel 2008, l’anno della crisi, io ed il mio socio eravamo tutt’e due dei dipendenti, l’idea di metterci in proprio e tirar su un’azienda non ci sfiorava minimamente. Poi però ci siamo resi conto che il trend stava cambiando, che il numero di vendite delle imbarcazioni ricominciava a crescere. Abbiamo capito che quello poteva essere il momento giusto per costruire il nostro futuro e così nel 2015 è nata Artyacht900. Il nome non è casuale: nel secolo scorso infatti i nonni di Andrea erano proprietari di alcuni cantieri a Torre del Greco».

Con sede legale a Massarosa (in Versilia), l’azienda opera principalmente a Olbia ed in Costa Smeralda. «Sono due i cantieri con cui ci interfacciamo: Sno e B-Shiver. Ci occupiamo anzitutto della manutenzione della carrozzeria, poi della verniciatura, sempre a doppio strato, partendo ovviamente dalla base. E infine della lucidatura delle singole componenti. Siamo abituati a lavorare su imbarcazioni che vanno dai 25 ai 50 metri, di recente abbiamo operato anche sulle navi militari di Fincantieri ricevendo eccellenti feedback».

Tambalo e Ignarra sono costantemente presenti sul territorio in cui Artyacht900 svolge la propria attività. «Il contatto diretto con i clienti è fondamentale, una dimostrazione di serietà ed affidabilità». Il bilancio dei primi quattro anni è positivo, ben al di sopra delle aspettative. «Pur avendo sempre creduto nelle nostre capacità, il riscontro è stato davvero sorprendente. L’impegno di tutti i dipendenti è rimarchevole, è come far parte di una grande famiglia. Il segreto è anche questo».

E per il futuro i progetti sono diversi. «Vogliamo realizzare un capannone nella zona di La Spezia da utilizzare per future lavorazioni e, se possibile, aumentare il numero dei dipendenti ed estendere la copertura ad altre zone d’Italia. In passato, comunque, abbiamo già operato all’estero. E lo faremo ancora». Un impegno, quello di Artyacht900, che deve inevitabilmente tenere di conto delle richieste sempre più dettagliate dei clienti. «Vogliono che il loro tender sia quanto più personalizzato possibile e noi cerchiamo di accontentarli. Ovviamente le tempistiche della lavorazione variano di conseguenza».

Per i due soci ed i loro quindici dipendenti non è certo un problema, ma ogni volta una sfida da vincere, con lo stesso spirito che ha portato alla nascita di Artyacht900.


 

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