Toscana
Disastro di Pioltello, il video del deragliamento: "Così Rfi risparmiò sulla sicurezza"
Tra i 12 indagati anche i vertici delle ferrovie. Una ricostruzione tridimensionale mostra la dinamica dell'incidente che costò la vita a tre persone e fece un centinaio di feriti. In Italia nei primi 9 mesi del 2019 sono stati 32 i deragliamenti
Pioltello (Milano) 25 gennaio 2018: un treno passeggeri delle ferrovie Trenord deraglia all’ora, affollata, in cui i pendolari si recano al lavoro. Tre i morti, tutte donne, ed un centinaio di feriti. Per quell’incidente ferroviario la Procura di Milano - pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti, coordinati dall’aggiunto Tiziana Siciliano – ha chiuso le indagini con 12 indagati, tra i quali l’amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana, azienda del Gruppo Fs gestore dell’infrastruttura, e Maurizio Gentile, e Amedeo Gargiulo, all’epoca dei fatti direttore dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria (Ansf).
Tra le prove della Procura c'è anche un video con la ricostruzione "tridimensionale fedelmente riprodotta dalla realtà" del deragliamento. Video presentato durante la conferenza stampa di mercoledì 30 ottobre nel corso della quale il Procuratore aggiunto Tiziana Siciliano ha spiegato che "è difficile immaginare una ricostruzione più dettagliata e accurata" di quella fatta dalla polizia scientifica. Siciliano ha precisato che il video, mostrato nella conferenza stampa, "non è una fonte di prova in sé, ma sono le singole parti di quelle immagini che hanno valore di fonti di prova, è un filmato riassuntivo, esplicativo, di rappresentazione".
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Al video hanno lavorato i consulenti della Procura, ingegneri Fabrizio D’Errico e Roberto Lucani: il primo fu consulente dei familiari delle vittime del disastro ferroviario del 29 giugno 2009 a Viareggio (32 morti), il secondo all’epoca fece parte della commissione di indagine in ambito ministero dei trasporti. Con loro Salvo Valese che con D’Errico realizzò la video-ricostruzione della strage di Viareggio, risultata determinante nel processo di primo grado che ha condannato gli allora manager di Rfi e Trenitalia. A firmare le relazioni di indagine per l’inchiesta di Pioltello, Angelo Laurino, comandante della polizia giudiziaria per la Polfer Lombardia, che indagò per tre anni su Viareggio. Un lavoro, quello della Polfer, che ha coinvolto il Nucleo operativo incidenti ferroviari (Noif) nato dopo il disastro ferroviario di Viareggio e guidato oggi da Marco Napoli.
Il treno che deragliò all'altezza di Pioltello "viaggiava ad una velocità di 130 km/h" nel punto di "rottura" del giunto. "In quel tratto la velocità consentita era di 180 km/h, ma con quel tipo di ammaloramento avrebbe dovuto viaggiare a 50 km/h” come spiega Siciliano. I pm hanno ripercorso le omissioni contestate nell'atto di chiusura indagini, ribadendo, come si legge anche negli atti, che Rfi trasse "un vantaggio patrimoniale" dalle omissioni dei dirigenti. La prima segnalazione sul giunto è "dell'agosto 2017" ma l'intervento di sostituzione fu programmato per l'aprile 2018, a disastro avvenuto.
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Nelle immagini, come è stato chiarito da inquirenti e investigatori, "c'è la ricostruzione animata della dinamica dell'incidente", dal deragliamento nel cosiddetto 'punto zero', dovuto al pezzo di rotaia da 23 centimetri che si staccò sopra il giunto rotto, fino "all'impatto con la cosiddetta 'zampa di lepre'", ossia quando il treno uscì definitivamente dall'asse dei binari producendo "scintille", mentre attraversava la stazione di Pioltello, e fino al cosiddetto "punto di quiete", ovvero a disastro avvenuto con il terzo vagone, in particolare, che si schiantò anche su alcuni pali.
Un video realizzato, come è stato chiarito, usando "spezzoni di immagini reali, filmati tratti dalle telecamere di sorveglianza ed elaborazioni tridimensionali, con passaggi da una telecamera reale ad una virtuale". E riassume "tutta la dinamica dell'evento, durato circa 2 minuti, per 2 chilometri e 300 metri dal punto zero al punto di quiete”.
Tra l’incidente ferroviario di Pioltello e la chiusura indagini di questi giorni, Rete ferroviaria italiana ha ottenuto da Ansf il rinnovo dell’Autorizzazione di sicurezza in data 14 giugno 2019, due giorni prima dell’entrata in vigore de recepimento – da parte dell’Italia – della direttiva relativa al cosiddetto IV pacchetto ferroviario proprio in tema di sicurezza dei trasporti su rotaia. Ad Rfi, in occasione del rilascio della autorizzazione aggiornata viene prescritto di “adeguare il proprio Sistema di gestione della sicurezza ai requisiti prescritti dal Regolamento omologato (Ue) delle 762/2018 che stabilisce metodi comuni di sicurezza”.
Insomma, lavoro da fare ce n’è. Come dimostrano anche i dati Digifema (Direzione per le investigazioni ferroviarie e marittime del ministero dei trasporti) per il 2019: nei primi tre trimestri dell’anno in corso sono stati 32 i deragliamenti lungo i binari d’Italia e 135 le rotture di rotaie “a sghembo”, il caso peggiore di rottura.
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