Sicurezza
«I comandanti ci cercano, Yare è diventato grande»
Navigo prepara la decima edizione (18-20 marzo) e “pensa largo”: «Il distretto va da La Spezia a Grosseto. Viareggio è braccia e cuore»
Forte di un fatturato in continua crescita – nel 2018 superati i 2 milioni di euro, compresi i 680mila provenienti dalle attività svolte come capofila di Rete Penta, soggetto gestore del Distretto tecnologico per la nautica e la portualità toscana – Navigo guarda avanti. Dal 18 al 20 marzo a Viareggio è infatti in programma la decima edizione di Yare, l’appuntamento business internazionale dedicato all’aftersales e al refit nel settore Superyacht organizzato proprio dalla società per l’innovazione e lo sviluppo della nautica, con il supporto del distretto e patrocinato da SYBAss. “Un evento riconosciuto e apprezzato a livello internazionale”, riconosce il direttore generale di Navigo Pietro Angelini.
Quali aspetti caratterizzeranno l’edizione del decennale?
“Due scelte su tutte: distribuire Yare su tre giorni, in modo da valorizzare ogni singolo momento dell’evento. E poi, suddividere il B2C – Meet the Captain su due mezze giornate, così da agevolare gli incontri tra i comandanti e i cantieri e aziende del refit e del post vendita. Gli appuntamenti saranno preorganizzati con una App”.
Qual è la matrice della longevità di Yare?
“Il raggiungimento di un equilibrio complesso tra idee, pianificazione, conoscenze e sostegno economico, che ha portato l’evento ad essere in utile. Oggi i comandanti conoscono bene Yare, ne comprendono la rilevanza. E ci cercano, perché vogliono partecipare. All’inizio accadeva l’opposto. Nel 2020 saranno circa 100, molti provenienti dall’estero”.
A Yare farà seguito il Versilia Yachting Rendez-vous, con nuove date e location. Perché questi cambiamenti?
“Lo spostamento in avanti della manifestazione è finalizzato ad evitare la concomitanza con altri eventi in programma nel nord Mediterraneo. La scelta della Darsena Viareggio rientra nella visione della città del domani: è il luogo in cui negli anni ‘80 si svolse la mostra della nautica, che però durò solo tre edizioni. Ecco perché col quarto VYRV vogliamo scrivere doppiamente la storia”.
In che modo questo evento può essere sviluppato?
“Anzitutto è necessario che la città, oltre ad apprezzarlo, lo protegga e non lo dia per scontato. Lo deve interiorizzare, sentirlo suo. Come? Collaborando, partecipando attivamente, portando idee e suggerimenti, tirando fuori il carattere. La politica - in particolare Regione Toscana, Comune di Viareggio e tutti gli altri territoriali coinvolti che ringraziamo - ha dimostrato di credere nel VYRV, ora tocca agli imprenditori fare la loro parte. Si tratta di un evento che genera 8 milioni di spese sul fronte turistico”.
Il raffronto col salone di Genova ha senso di esistere?
“Assolutamente no. Sono eventi complementari, ognuno con target e fasce di lunghezza differenti: medio-piccole Genova, più grandi Viareggio. La competizione c’è solo in chi si ostina a volerla vedere. Noi siamo sarti, loro un atelier. Accade così anche all’estero: si prenda Cannes e Monaco, ad esempio. Non esiste altra manifestazione all’infuori del VYRV che faccia vedere quanto sia vivo un distretto nautico”.
E quello del numero di addetti nel settore tra Viareggio e La Spezia?
“E’ un non-senso, perché il nostro distretto va da La Spezia a Grosseto. E Viareggio ne è testa, cuore e pure braccia. Gli aspetti tecnici e progettuali, le relazioni con i clienti ed i fornitori si sviluppano qui. Sfido chiunque a dirmi il contrario. Siamo in grado di mettere in campo delle eccellenze assolute. Purtroppo denoto una scarsa conoscenza, a livello generale, delle dinamiche del settore. La cultura della nautica va implementata”.
Quali sono le previsioni a medio lungo-termine per l’andamento del settore?
“Lasciata alle spalle la crisi del 2008, stiamo vivendo una fase di forte ripresa che durerà per diversi anni: 8, forse 10. Ma dovremo essere bravi a prevedere nuovi momenti di calo. E saperli fronteggiare adeguatamente”.
Sul fronte dell’innovazione l’impegno di Navigo è costante.
“Abbiamo sviluppato Marina+ IoT: una piattaforma che permette di monitorare funzioni strategiche della vita del porto e di erogare servizi innovativi: colonnine intelligenti, monitoraggio ambientale, automatizzazione delle procedure d’attracco. Il concetto di base è: bisogna attrarre i clienti. E per farlo, occorre aggiungere l’eccellenza in ogni servizio. E’ necessario offrire ai porti gli strumenti per migliorare l’accoglienza, facilitando così l’approdo di barche più grandi”.
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