Sicurezza
Porte, maniglie, passaggi a livello e banchine affollate: cercasi sicurezza
La situazione lungo i venticinquemila chilometri di binari: ecco le raccomandazioni degli investigatori ferroviari
Così non va lungo i binari d’Italia: lo racconta illungo elenco di raccomandazioni di sicurezza emesse dalla Direzione Generale per le investigazioni ferroviarie e marittime nel periodo 2014-2017, e poi per il 2018, in base agli incidenti e ai guasti riscontrati lungo i 24.502 chilometri di linea ferroviaria. Raccomandazioni dirette all’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria (Ansf), oggi parte di Anfisa (nata dopo il crollo del ponte Morandi). Starà ad Ansf trasformare le raccomandazioni arrivate dall’organismo investigativo che fa capo al ministero dei trasporti (ma ne è autonomo) in prescrizioni per le imprese ferroviarie (quelle di Fs e non solo) e per il Gestore dell’infrastruttura, ovvero Rete ferroviaria italiana. Passati ai raggi X molti aspetti iper tecnici, ma anche altri di più comune disagio per i viaggiatori o per chiunque abbia a che fare con i binari, anche solo perché attraversa un passaggio a livello.
Tema annoso quello delle porte, oggetto di molte misure adottate su disposizione di Ansf. «Appare necessaria», così una delle raccomandazioni, «l’applicazione di cartelli esplicativi sulle modalità di apertura delle porte sia nelle condizioni di esercizio regolare che nelle condizioni di emergenza».Perché se si verifica una emergenza «i cartelli attuali non esplicitano in modo chiaro ed esaustivo che, una volta ruotata la maniglia di emergenza, è necessario che venga attivato lo sblocco meccanico comandato dalla leva posta in basso sull’anta».
Quello della comunicazione tra sistema ferroviario e viaggiatori è un argomento che ritorna nelle raccomandazioni. Per esempio quando si tratta di passaggi a livello: «Si raccomanda ad Ansf di adoperarsi affinché Rfi renda maggiormente individuabile dall’utenza stradale il numero telefonico da contattare in caso di emergenza, indicato sulla segnaletica verticale all’interno dei passaggi a livello».
Quando si scende sul terreno degli incidenti più gravi, non si può non andare indietro con la mente al disastro ferroviario di Viareggio - giugno 2009, 32 morti - là dove si legge: «Ansf suggerisca a Rfi una riflessione sull’attuale efficacia e sulla possibilità di azioni di miglioramento delle attività di coordinamento dei soccorsi in situazioni relative a eventi incidentali. Con particolare riferimento alle procedure e alle comunicazioni tra personale dell'impresa ferroviaria, personale del Gestore dell'infrastruttura ed ogni soggetto preposto a soccorso tecnico, sanitario e di Protezione civile». Come va chiedendo da dieci anni l’associazione “Il mondo che vorrei”, nata per riunire i familiari delle vittime della strage di Viareggio. Ed ancora, per quanto riguarda il trasporto merci, Digifema raccomanda ad Ansf «di adoperarsi affinché tutte le imprese ferroviarie prevedano, per il trasporto di merci pericolose, l’utilizzo di locomotori dotati di impianto antincendio di tipo “automatico”».
Emergenze che - sulla rete ferroviaria - molto spesso sono determinate dagli eventi atmosferici. Per questo Digifema chiede che Ansf «valuti l’opportunità di seguire e stimolare processi di coordinamento di medio periodo, volti a coinvolgere Enti preposti alla gestione del territorio e finalizzati alla gestione coordinata delle problematiche di sicurezza idrogeologica, per i suoi risvolti sulla sicurezza delle infrastrutture e dei trasporti». Insomma Ferrovie ed Enti locali insieme per evitare che le rete ferroviaria si paralizzi quando il maltempo imperversa, ma anche nei casi di quelle stazioni (una per tutte Manarola, Cinque Terre) le cui banchine soffrono di sovraffolamento: «Valutando la possibilità di regolamentare - in determinati periodi, giorni e ore dell’anno - l’affluenza nelle stazioni e gli accessi diretti in banchina». Digifema chiede, infine, che «si prescriva alle imprese ferroviarie l’attrezzaggio con telecamere frontali a bordo dei treni per registrare le immagini nel senso di marcia». —
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