Il Tirreno

Toscana

Firenze/ Violenza sui minori 

L’orco la stupra da quando ha 9 anni

Ilaria Bonuccelli
L’orco la stupra da quando ha 9 anni

La ragazzina smette di andare a scuola, una prof segnala il problema e lei confessa alla mamma: «Tuo cugino mi violenta»

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firenze. «È vero. Non vado più a scuola. Non ce la faccio». La voce trema. Silvia (il nome è di invenzione) ha 14 anni. E non le fa paura la rabbia della mamma. «Mi violenta. Mi costringe a fare cose che non voglio». Chi? Dove? Come? Le domande inciampano nella bocca della mamma. «Mi ha detto che tanto non mi avrebbe creduto nessuno. Ma non ce la faccio più. Da quando avevo 9 anni, mamma. Mi costringe a fare quelle cose. Tuo cugino». L’orco in casa. Ora in galera. Il 34enne di cui tutti si fidano. L’operatore socio-sanitario con la compagna e la vita sociale specchiata. Il pedofilo della porta accanto.

violenza sessuale

Da ieri, l’uomo è in carcere a Sollicciano, accusato di violenza sessuale su minore e detenzione di materiale pedopornografico. Perché, fra le sue abitudini - come racconta Silvia - c’è anche quella di filmare (con il cellulare) i rapporti sessuali ai quali la obbliga da quando aveva 9 anni.

La salvezza di Silvia inizia proprio quando la ragazzina piomba nella disperazione.

Poco dopo l’inizio dell’anno scolastico, la ragazzina smette di seguire le lezioni. Le assenze non passano inosservate. Un’insegnante accorta si presenta a casa sua. trova il padre : «Sua figlia manca da scuola da una ventina di giorni». Poco dopo arriva la mamma. La docente se n’è andata. Il babbo riferisce il messaggio. Quando Silvia entra in casa, fingendo di tornare da scuola, viene assalita dalla mamma infuriata. La ragazzina, scoperta, non nega. È un po’ indecisa. Poi confessa. Tutto. Anni di violenze. La mamma ascolta e poi la accompagna dai carabinieri.

gli stupri ripetuti

In caserma, Silvia ripete parola per parola. Dice che il cugino della madre ha iniziato a obbligarla ad avere rapporti sessuali quando aveva circa 9 anni. Che le ripeteva che nessuno le avrebbe creduto se avesse raccontato quello che le faceva perché tutti si fidavano di lui, uno che si prende cura di anziani e malati per professione.

La bimba si era sentita in trappola. Tanto più che con il passare del tempo le attenzioni dell’uomo, di 20 anni più grande, diventano ossessive. Gli episodi denunciati sono molti. L’obbligo di fare sesso, dietro la promessa di uno smartphone; l’obbligo di farsi riprendere durante gli atti sessuali con i due cellulari dell’uomo. E così via.

Il “rivale”

L’ultimo episodio di violenza risalirebbe a circa tre mesi fa. Ma l’uomo non avrebbe avuto alcuna intenzione di lasciarla stare. Anzi. Nell’ultimo periodo, infatti, sarebbe diventato ancora più ossessivo perché Silvia, come qualunque adolescente, incontra un ragazzo più o meno coetaneo. Le piace e non lo nasconde.

Il pedofilo (presunto) non accetta questa situazione. Inizia a tartassare la ragazza, cercando di convincerla che la sua è solo un’infatuazione e che non deve perdere tempo con quella nuova conoscenza. Anzi la deve lasciar perdere. Questa pressione contribuisce a creare in Silvia uno stato di prostazione crescente, unito a un senso di vergogna per la condizione nella quale si trova, con l’adulto che la violenta da anni. Così smette anche di andare a scuola. Ma ancora non ha il coraggio di confessare quello che le è accaduto. Fino a quando, appunto, non viene scoperta e l’insegnante denuncia la sua assenza prolungata da scuola.

le indagini

Essere scoperta, però, dà a Silvia il coraggio di confidarsi con la mamma. E poi di raccontare ai carabinieri tutto quello che le sarebbe accaduto. Sono i carabinieri a suggerire a Silvia e alla mamma di rivolgersi a un centro anti-violenza e anche di andare in ospedale per gli accertamenti necessari a documentare quello che la ragazzina può aver subito dall’adulto.

Nello stesso tempo i carabinieri informano il pm di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze autorizza la perquisizione a casa del 34enne.

l’arresto

Ieri mattina presto i carabinieri si presentano a casa dell’indagato: trovano i due smartphone e li sequestrano insieme a un Pc e un Hard Disk al cui interno scoprono - oltre a centinaia di file e fotografie riconducibili a materiale pornografico, ritraenti donne e uomini di varie etnie - anche una foto relativa agli quanto denunciati da Silvia. È la prova che stanno cercando. Quindi l’uomo viene fernmato e accusato di reato di violenza sessuale su minorenne e detenzione di materiale pedopornografico. Da quando è stato portato via da casa, sotto gli occhi della convivente, all’arrivo in carcere, il 34enne non ha pronunciato una parola. —

Ilaria Bonuccelli

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