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Luciano diventa “Alter” e combatte l’odio on line

Luciano diventa “Alter” e combatte l’odio on line

Amnesty International sceglie il 19enne Spinelli con 7 milioni di seguaci su TikTok per lanciare a Lucca Comics il suo videogioco contro le aggressioni verbali in rete

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Luciano Spinelli ha 19 anni e conosce il bullismo e l’hate speech, il discorso d’odio. E vuole aiutare i più giovani a non cadere in queste trappole, utilizzando i loro strumenti: video su YouTube e il social TikTok ma non solo. Una collaborazione con Amnesty International che ha portato alla creazione di Hatesick, videogioco che il 2 novembre sarà presentato a Lucca Comics & Games.

Luciano ha raccontato come qualche anno fa sia stato vittima di atteggiamenti di bullismo: veniva messo nel mirino perché amava stare da solo, disegnare. In una parola creare. Alla fine è riuscito a uscirne, grazie alla famiglia e in particolare alla madre che gli ha insegnato una regola molto semplice: «Ho imparato che non si deve dare peso a quello che pensano gli altri».

Luciano però non si è fermato lì. Ha deciso di prendere il telefonino e di raccontare le sue storie e se stesso con i video. Era il 2015 e il primo canale fu quello di YouTube. Un successo che matura in fretta e che porta - dati di ieri sera - a un pubblico di oltre 601.000 iscritti al suo canale. I video sono racconti di vita quotidiana, dall’acquisto di un nuovo smartphone a un tutorial sul trucco per Halloween. Semplicità, spontaneità. Essere semplicemente se stessi.

Caratteristiche che Luciano, nato a Monza nel 2000, trasferisce ben presto su TikTok, il social network made in China che permette di caricare brevi video con l’aggiunta di musica e di vari effetti. Ed è qui che il fenomeno Spinelli letteralmente esplode: sono oltre 7 milioni i suoi follower. Come a dire gli abitanti di una città grande il doppio di Roma e Milano messe insieme.

Di lui si è accorto anche Fiorello che non solo ha “TikTokkato” in duetto, ma lo ospiterà dal 4 novembre, alle 20.30 su Rai Uno nella sua trasmissione “Viva Rai Play”, che a partire dall’8 novembre si trasferirà sulla piattaforma streaming di viale Mazzini.

In mezzo a tutti questi impegni Luciano ha anche avuto modo di scrivere due libri e, appunto, di prestarsi anche fisicamente per lo sviluppo del videogioco pensato da Amnesty International per raccontare nella maniera più coinvolgente possibile i fenomeni del bullismo e della discriminazione.

Alter, il protagonista di questa avventura “punta e clicca” sviluppata insieme a Steam Factory, è catapultato in un pianeta dove l’intolleranza ha preso il sopravvento a causa delle parole d’odio, propagate in modo costante. Si sforzerà, nel tentativo di tornare a casa, ad aiutare i personaggi che popolano questo mondo, emarginati e isolati dalla comunità non appena percepiti come “diversi”. Un mondo che, alla fine, somiglia in maniera inquietante al nostro e, in particolare, al nostro Paese.

Ed è significativa anche la collocazione che l’incontro con Luciano ha ottenuto all’interno di Lucca Comics, manifestazione per sua natura tentacolare e anche dispersiva: il tutto avverrà nel padiglione di Lucca Junior, quello dedicato ai più piccoli e alle loro famiglie. Perché - è il messaggio - non è mai troppo presto per imparare a combattere l’odio. Il linguaggio, le parole d’odio. Seguendo anche consigli come questi, che dovrebbero essere scontati sulla carta, come dimostra quello che accade su Facebook: «Ogni volta che avete voglia di sfogare la vostra rabbia sui social network - dice Luciano Spinelli -, pensateci un po’ più a lungo, perché dall’altra parte trovate un essere umano con sentimenti che potreste ferire profondamente». E lui sa di che cosa sta parlando. —



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