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L’ondata in toscana 

Influenza, 400mila a rischio. E fra i ceppi c’è anche la suina. Appello alle vaccinazioni

Samuele Bartolini
Influenza, 400mila a rischio. E fra i ceppi c’è anche la suina. Appello alle vaccinazioni

L’appello dell’esperto: «Vaccinatevi, è l’unico modo per ridurre il contagio». Bastano 20 euro. Esenti dal pagamento over 65 e malati cronici

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«Se non prendiamo le giuste contromisure per tempo, l’influenza quest’anno potrebbe colpire 400mila toscani e in tutto il territorio nazionale mettere a letto sei milioni di italiani». È Francesco Menichetti, prof e primario di Malattie infettive a Cisanello a Pisa, a lanciare l’allarme. Insomma, non fatevi ingannare dai 28 gradi di due giorni fa (pareva ancora estate). Mai dimenticare che siamo in pieno autunno. L’influenza è già arrivata e quest’anno è molto aggressiva. Nel senso che potrebbe essere molto diffusa e potrebbe mettere a letto tantissimi toscani e italiani. Si manifesta sempre nello stesso modo.

«Febbre, mal di gola, dolori muscolari. Son cinque giorni da stare a letto», spiega Menichetti. E si prevede attacchi il nostro organismo con due ceppi virali. Quello A (H3N2, H1N1, la suina) e quello B (Colorado e phuket). In Toscana ha già cominciato a colpire. È partita dalle fasce più fragili della popolazione, i vecchi e i bambini. Ma se non verrà fermata in tempo sarà endemica.

LA CAMPAGNA VACCINALE. Come impedirle di nuocere se non con i vaccini? Aifa ha approvato una delibera per la campagna anti-influenzale 2019-20 che permette di accedere a due tipi di farmaci: il tetravalente (per le persone con meno di 65 anni) e il trivalente adiuvato (per le persone sopra i 65 anni o malati cronici). La campagna anti-influenzale è cominciata il 15 ottobre. Andrà avanti fino al 31 dicembre. «Ma io mi auguro che venga completata entro il mese di novembre», dice Menichetti.

E qui entra in campo l’efficienza e la capacità di convincimento, tramite una adeguata campagna di informazione e sensibilizzazione, delle tre Aslone (Centro, Nord Ovest, Sud Est) e della Regione Toscana. Perché serve velocità. Ci vogliono tempi brevi per impedire l’epidemia influenzale. Prima il vaccino arriva a un numero più grande di popolazione e più facile sarà impedire la diffusione del virus.

I MEDICI DI FAMIGLIA. Prima tappa: rivolgersi al proprio medico di famiglia. Sarà lui a prescrivere la ricetta. Seconda tappa: andare in farmacia e acquistare il vaccino. Oppure, senza passare dal medico, ci si può rivolgere a un presidio sanitario e qui verrà dispensato il farmaco. Il costo del vaccino si aggira intorno ai 20 euro, ce ne sono di vari tipi, tutti da acquistare in farmacia. Sono vaccini da prendere per via orale o infra-muscolo. «Quello più acquistato da noi è l’Ismigen, sono compresse da prendere per bocca, una scatola costa 20 euro», dicono alla Farmacia Comunale della stazione di Santa Maria Novella a Firenze.

Da ricordare che il vaccino è gratuito per tutti gli over 65, per le persone con specifiche patologie croniche, che svolgono lavori con una forte esposizione al pubblico o relativi al trattamento degli animali. Tra le patologie che permettono l’accesso gratuito al vaccino ci sono malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (asma grave, displasia broncopolmonare, fibrosi cistica e broncopneumopatia cronico ostruttiva); malattie dell’apparato cardio-circolatorio, come cardiopatie congenite e acquisite; diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI 30 e gravi patologie concomitanti); insufficienza renale/surrenale cronica; tumori. Tra le tipologie di lavoratori esenti ci sono forze di polizia, vigili del fuoco, medici, infermieri, barellieri, personale degli asili nido e scuole di ogni ordine e grado, allevatori, macellatori.

L’APPELLO DELL’ESPERTO. «Cari medici, cari infermieri, vaccinatevi. Siete voi gli operatori anti-influenza in prima linea, ma continuate a non vaccinarvi rischiando di essere voi i primi attori del contagio», dice il professore dell’Università di Pisa. Poi Menichetti si rivolge anche alle persone affette da patologie croniche. «Anche loro possono assumere il vaccino. Non ci sono problemi. Basta però che consultino prima il loro medico di famiglia». In generale la speranza è di arrivare a una copertura vaccinale superiore al 75%. «Spesso però - conclude Menichetti - finiamo sempre sotto e poi in pieno inverno si intasano i pronto soccorso». —

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