Toscana
Lo Statuario, lo Zebrino e il Cipollino: la bella “Bettogli” fornitrice di Ground Zero
Franchi: «Il marmo fu selezionato direttamente in cava». È uno dei siti «fiore all’occhiello per la sicurezza»
CARRARA. Il vento sferza il viso. E il sole batte forte: riflette sul bianco e scurisce i volti. In cava come sulla neve, nel bacino di Miseglia, a Bettogli, dove l’azienda Franchi Umberto Marmi escava l’elegantissimo statuario: bianco puro e lunghe e sinuose striature grigio chiaro. È in quella cava che Il Tirreno accompagna i suoi lettori alla scoperta del marmo di Carrara.
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Bernarda Franchi, socia con il fratello Alberto dell’azienda di famiglia, cava Bettogli la considera il fiore all’occhiello.
Non – o non solo – per il materiale che lì si estrae, ma perché quella cava – spiega – «è la cava campione, un’eccellenza in tema ambientale e di sicurezza. La certificazione ambientale ai sensi della legge 14001 – ci tiene a specificare – risale al maggio del 2017, nel giugno dello stesso anno è arrivata per cava Bettogli, la prima in Italia, anche la certificazione per la sicurezza secondo la norma 15001».
C’è, infatti, in quella cava una struttura di marmo e pali, che con la sicurezza tanto ha a che vedere: «Una piazzola d’atterraggio per elicotteri. L’azienda e gli operai – spiega Bernarda Franchi – l’hanno fortemente voluta, chi lavora in cava ha contribuito fattivamente a realizzarla. Fortunatamente lì è atterrato solo l’elicottero di alcuni clienti».
Fortunatamente quella struttura non è servita a cava Bettogli, ma è servita, purtroppo, ad una cava vicina.
Sicurezza, ambiente e il più pregiato dei marmi, lo statuario: «Bettogli ha fornito il materiale per realizzare grandi opere architettoniche, tra queste ci tengo a ricordare Ground Zero. Il marmo, lavorato dalla Savema, è stato selezionato direttamente in cava».
È vero, il grande protagonista a Bettogli, è lui, lo statuario, ma non è solo: «Non si escava soltanto statuario – ci tiene a ricordare Bernarda Franchi – la gamma dei materiali escavata è vasta. Ci sono, per esempio, il cipollino e lo zebrino. Lo zebrino – l’imprenditrice concretizza – è il marmo con cui sono realizzate le scale e tutti gli zoccoli dell’Accademia di Belle Arti».
Materiali di vario tipo, il pregiato statuario e una cava “storica”: «Sono oltre 50 anni che si escava a Bettogli». L’azienda Franchi Umberto Marmi lo fa dal 1987. Tanti anni di estrazione, ma – assicura Bernarda – «nessuna escavazione selvaggia. Cava Bettogli è un fiore all’occhiello degli agri marmiferi carraresi. I nuovi piani, le nuove tecnologie e i nuovi sistemi di estrazione non vanno nella direzione dell’escavazione selvaggia. Piuttosto le cave e le aziende stanno lavorando sul fronte dell’economia circolare e del recupero degli scarti. È con queste finalità che è nata, infatti, Carrara Marble Way».
La società che raggruppa le più grandi aziende estrattive apuane con la finalità, appunto, di ottimizzare la filiera produttiva del marmo. –
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