Il Tirreno

Toscana

proposta di legge 

Due ragazzi su cinque vittime di cyberbullismo la Regione dice basta

Samuele Bartolini

Cinquantamila euro all’anno per formare educatori,  studenti e famiglie. E nasce un comitato di vigilanza

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«È meglio un secchione amico dei compagni di classe che preso in giro ogni volta che parla. È meglio un capitano vicino ai compagni della sua squadra di calcio che uno offensivo sulla chat».

Combattere il bullismo a scuola, nei luoghi di aggregazione giovanile e in rete. Vasto programma, non c’è dubbio. Ma l’obiettivo è chiaro per il presidente della Commissione sanità Stefano Scaramelli.

La proposta di legge regionale targata Pd vuole contrastare bullismo e cyberbullismo partendo dai ragazzi. Sono loro che vanno responsabilizzati. Sono loro che, aiutati da insegnanti, educatori e psicologi, devono uscire dalla spirale della violenza via internet e non solo. E la legge che ora il Pd porta in Consiglio regionale va in questa direzione.

«L’hanno chiesta gli studenti del parlamentino regionale», dice la consigliera regionale del Pd, Ilaria Giovannetti, prima firmataria. Mentre l’assessore alla presidenza Vittorio Bugli raccoglie la sfida: «Questa legge ci permetterà di coordinare meglio le azioni contro il bullismo».

Allora vediamone i contenuti. Prima di tutto la formazione. La Regione sostiene programmi di formazione al confronto non violento per professori e studenti. Tradotto per gli studenti: prendi cinque ragazzi di una classe, cinque di un’altra e li metti a confronto con l’aiuto di un mediatore. La Regione sostiene azioni rivolte a minori e famiglie per l’uso consapevole della rete. Promuove campagne di informazione e sensibilizzazione sul bullismo. Ma sono i ragazzi che devono diventare protagonisti del cambiamento.

La Regione stanzia 50mila euro all’anno dal 2019 al 2021. Ne beneficiano per gli interventi i Comuni anche tramite la conferenza zonale per l’educazione e l’istruzione; le scuole anche tramite la conferenza zonale per l’educazione e l’istruzione; le aziende del sistema sanitario regionale; gli enti di ricerca e le università.

Un comitato vigila sulla messa in atto della legge. È composto da assessori sanità, scuola e presidenza; presidenti di commissioni competenti; presidente commissione pari opportunità; garante per l’infanzia; presidenti di Corecom e Istituto degli Innocenti; rappresentanti del parlamento studentesco e dell’Ufficio scolastico regionale.

I tempi della legge. Il 30 ottobre parte l’esame in Commissione sanità. Entro fine anno, se tutto va per il verso giusto, l’approvazione. Alcuni dati. Per il 72 per cento dei ragazzi il bullismo rappresenta il pericolo maggiore. Il 19 per cento dei ragazzi si connette a internet per più di cinque ore al giorno. Due ragazzi su cinque sono vittime di cyberbullismo. Motivi pe cui si è presi di mira: immagine fisica, timidezza, orientamento sessuale. La ricerca è di Save the Children. —

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