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Toscana

Il buco e il quadrato

Fabrizio Brancoli
Il buco e il quadrato

Il Giro d'Italia 2020 "scansa" la Toscana, ma lo fanno anche le infrastrutture della costa e la crescita economica.E nella visita alle cave di Carrara si ritrovano i due poli di questa regione: enormi potenzialità e atroci fragilità

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Ieri ho visto un buco e un quadrato. Il buco è sul percorso del prossimo Giro d’Italia: non c’è la Toscana. Il tracciato, anticipato in sprint dalla Stampa e rilanciato anche dal Tirreno, fa impressione; scorri la linea rosa delle tappe e ti sembra di scansare la nostra regione come se fosse un sasso per strada. Così uno dei più grandi riti popolari italiani si consumerà senza la terra di Bartali.

E forse non è solo una questione di biciclette. C’è un altro Giro d’Italia che non passa da noi: quello delle infrastrutture della costa, strade e ferrovia, banalizzate, snobbate e standardizzate al ribasso da decenni, fino a inibire i territori e le loro ambizioni. Martedì, quando è stato diffuso il rapporto economico Ires, abbiamo perso un’altra tappa del nostro Giro. Perché ci hanno spiegato che la Toscana nel 2019 avrà crescita zero. L’export si consolida ma non compensa gli altri indicatori, tutti scarsi o insufficienti. C’è un buco, in quella cartina, e a renderlo tale è la costa. Tanto bella quanto trascurata.

I simboli contano se riescono ad agganciare i pensieri, a trascinarli, a fenderli e magari a ribaltarli. Ieri ho visto anche un quadrato. È la piazzola di atterraggio per elicotteri a Bettogli, nel cuore delle straordinarie cave di marmo di Carrara, che i lettori del Tirreno hanno potuto visitare. L’hanno realizzata nel 2008 gli imprenditori di due aziende. Franco Barattini, capo cava a Bettogli, il volto bruciato dal sole, ci ha indicato l’elisuperficie e ha glissato sulle tante visite di personaggi famosi, che arrivano dal cielo per scegliere un blocco del marmo unico al mondo, percorso da venature imprevedibili, accecante e misterioso, frutto di genio e di fatica.

Poi ha spostato lo sguardo verso ovest. E ci ha mostrato un altro punto, un’altra cava. «L’elicottero l’ho visto atterrare anche per Nicola, laggiù». Nicola morì a 46 anni, colpito alla testa da una perlina del filo diamantato che taglia queste rocce candide. Era il novembre del 2015, l’elicottero arrivò subito ma non servì. In due sguardi di un lavoratore abbiamo avuto davanti la Toscana, il suo potenziale immenso e la sua atroce fragilità, l’eccellenza e l’emergenza. Il buco, il quadrato. E una geometria che resta sofferta.
 

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