Sicurezza
«Se le macchine vanno al lavoro c’è una persona che resta a casa»
I dubbi e l’allarme della sindacalista Luisella Brotini: il domani è già arrivato e istituzioni, imprese e anche il sindacato sono in ritardo
colloquio
«Il domani è già arrivato e noi ci sbattiamo il muso contro senza aver trovato una soluzione». Luisella Brotini ha una voce flebile al telefono, dai modi gentili, ma le parole sono pesanti come pietre. La segretaria di Filcams Cgil Pistoia non ce l’ha mica col robot che entra nel ristorante della città e porta da mangiare al posto del cameriere. «Ci mancherebbe. L’innovazione tecnologica è inarrestabile, dobbiamo conviverci, anche se entra al ristorante», dice per evitare equivoci. Ma la direzione che sta prendendo la società la preoccupa e prova a fare un discorso più complesso. Quello che sta scritto nella Costituzione.
Prima però ci scappa un mea culpa. «Istituzioni, imprese, pure i sindacati, sono arrivati troppo tardi. Si è lasciato troppo che le imprese avessero libertà di agire. Si è dimenticata la loro responsabilità sociale». Già. La libertà d’impresa, la responsabilità sociale. «Sono princìpi scritti nella Costituzione. L’uno non può stare senza l’altro e l’impresa deve rispondere delle ricadute sociali che hanno le sue scelte», dice Brotini. Ma per la sindacalista va trovata un’alternativa quando si introduce il robot cameriere. Perché è sicuro che la macchina lascia a casa un lavoratore. E non si preoccupa certo di ritrovargli un lavoro. «Col risultato comunque negativo perché chi non ha un lavoro difficilmente andrà al ristorante a mangiare». Così quel robot cameriere non avrà nessuno da servire. Ecco allora che può avere un ruolo la formazione. Come costruirla? «A mio avviso imprese, istituzioni e sindacati si devono sedere intorno a una tavolo e trovare le soluzioni giuste. Ad esempio. Il cameriere che perde il lavoro a causa del robot potrebbe essere riconvertito come tecnico del robot tramite corsi di formazione – dice la sindacalista – ma bisogna muoversi tutti insieme per aiutare chi perde il lavoro». Ecco perché Brotini invoca l’apertura di un tavolo di concertazione dove siedano tutte le parti sociali per affrontare questo periodo di transizione. Per non lasciare nessuno da solo. Poi c’è l’aspetto umano che va a sparire. Perché andare al ristorante con amici o famiglia deve essere un piacere. «Non solo per la bontà delle specialità e dei vini che quel ristorante porta in tavola. Ma anche per le attenzioni e le coccole che ti riserva un cameriere. Purtroppo col robot che porta da mangiare attenzioni e coccole saranno un ricordo», dice. Così la sindacalista ha deciso. Nei prossimi giorni andrà a vedere di persona. «Andrò al ristorante e chiederò che fine ha fatto il cameriere». —
Samuele Bartolini
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