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Toscana

Toscana salute
intervista al presidente dell’associazione italiana celiachia 

«Malattia riconosciuta In Toscana esami gratis per monitorare la salute»

M. Antonietta Schiavina
«Malattia riconosciuta In Toscana esami gratis per monitorare la salute»

Il dottor Giura ricorda: «Nei livelli essenziali di assistenza è stata inserita pure la variante della dermatite erpetiforme»

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Pisa. Dal 1979 Aic- Associazione italiana celiachia (www.celiachia.it) è il punto di riferimento unico, a livello nazionale, per la celiachia. Risponde alla necessità di chiarezza, onestà e competenza per tutto ciò che riguarda questa patologia e, nel corso del tempo, ha contribuito a migliorare molto la qualità di vita delle persone celiache e delle loro famiglie. Ma Aic dialoga anche con gli interlocutori istituzionali, portando la voce dei pazienti ai tavoli di discussione e nei luoghi di dibattito, sui temi che li riguardano da vicino. Lo spiega il dottor Giuseppe Giura, presidente dell'Associazione italiana celiachia onlus Toscana (tel. 055/8732792; fax 055/8790627; e mail: segreteria-regionale@celiachia-toscana.it).. Dottor Giura, la celiachia è una malattia riconosciuta?

«La celiachia e la variante della dermatite erpetiforme (tipica dei pazienti intolleranti al glutine, per questo nota come celiachia della pelle, ndr) sono state identificate come malattie croniche nei nuovi livelli essenziali di assistenza della sanità pubblica e per questo motivo si possono avere, in regime di esenzione, le prestazioni sanitarie appropriate per il monitoraggio della malattia, delle sue complicanze, ma anche per la prevenzione di ulteriori aggravamenti».

È vero che anche in Toscana vengono erogati in regime di esenzione gli esami genetici sui famigliari dei celiaci diagnosticati?

«Sì. Inoltre il servizio sanitario garantisce l’erogazione gratuita dei prodotti senza glutine, iscritti nel Registro Nazionale degli alimenti per celiaci, entro tetti di spesa che vengono stabiliti periodicamente dal Ministero della Salute e dalle Regioni».

Qual è il ruolo di Aic Toscana?

«L’associazione- che in Toscana è presente dal 1986, con sede a Signa e un’articolazione di volontari su tutto il territorio - ha attività indirizzate ai celiaci e alle loro famiglie, oltre a essere un unico e costante riferimento, attraverso un servizio attivo di segreteria e di consulenza. Moltissime sono le manifestazioni che ci vedono impegnati per favorire condizioni migliori di vita ai celiaci e alle loro famiglie. Inoltre l’Aic porta progetti nelle scuole per diffondere le conoscenze, e in particolare agisce, d’intesa con gli istituti alberghieri, per formare i futuri cuochi. Un progetto importante è rappresentato da “alimentazione fuori casa”, servizio attraverso il quale informiamo, formiamo e seguiamo i gestori dei locali che preparano e somministrano pasti o prodotti senza glutine. Ma abbiamo anche rapporti costanti con le istituzioni scolastiche, comunali, regionali. E, da molti anni, si è costituito in Regione (assessorato alla salute) un tavolo permanente dove vengono affrontati tutti i problemi riguardanti il mondo della celiachia.

Con quali risultati?

«Direi molto importanti se si calcola che 541 esercizi (ristoranti, pizzeria, gelaterie eccetera) hanno aderito al protocollo Afc (Alimentazione fuori casa) e sono visibili nei social dell'associazione. Molto importanti inoltre il “protocollo diagnostico per la celiachia” e il percorso assistenziale per medici e specialisti che devono seguire gli utenti celiaci ( importanti fra questi i presìdi della rete e i centri di riferimento deputati alla diagnosi della malattia), nonché le linee di indirizzo per preparare e somministrare prodotti senza glutine e le schede informative e formative per gli alimentaristi sul rischio glutine».—

M. Antonietta Schiavina

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