La manifestazione
Scontro frontale per un sorpasso Ancora una vittima sull’Aurelia
CAPALBIO. Ancora un incidente mortale sull’Aurelia. In uno scontro frontale tra due auto a Capalbio ha perso la vita un uomo di 86 anni, Felice Signorino. Sulla prima pagina del suo profilo Facebook, ieri sera si leggeva ancora: «Come biografia temporanea penso che Fb voglia sapere se per il momento sono vivo. Beh, è così». La realtà virtuale è rimasta ferma lì, dove l’anziano l’aveva lasciata mentre lui era in fila sull’Aurelia, all’altezza del bivio del Chiarone, al volante della sua Fiat Punto grigia. È stato preso in pieno da un’altra auto ed è stato ucciso, nell’incidente che ha visto coinvolte tre vetture e un tir, senza che ancora sia stata chiarita la dinamica. Da lontano il proprietario di un ristorante che si affaccia sulla strada ha sentito due schianti. Quello con la Punto e quello con l’Audi che viaggiava in direzione sud, verso Roma: le due persone che erano nell’abitacolo del Q5, una coppia di Roma di 57 e 59 anni, sono state portare al Misericordia di Grosseto. Erano coscienti e le loro condizioni non sono gravi. L’uomo che invece era al volante della Porsche Macan finita fuori strada ha rifiutato le cure. Illeso il camionista che viaggiava sull’autoarticolato di una ditta di Napoli.
Quando il personale del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri della stazione di Capalbio sono arrivati sull’Aurelia si sono trovati davanti a uno scenario quasi apocalittico: la Fiat Punto sulla quale viaggiava l’86enne era completamente distrutta. Per Signorino non c’era più nulla da fare. Aveva sbattuto la testa con una violenza inaudita.
Saranno i carabinieri a ricostruire la dinamica del terribile incidente, successo proprio alla vigilia della grande manifestazione di oggi per chiedere la messa in sicurezza dell’Aurelia.
Signorino abitava poco lontano dal punto in cui ha perso la vita. Era nato in Sicilia, ma aveva vissuto sempre a Milano dove aveva studiato al liceo e poi si era laureato. Erano i tempi dell’Italia che cresceva, quando l’anziano era entrato al lavoro alla Mondadori, dove era rimasto a lungo. Poi, una volta in pensione, Felice aveva deciso di spostarsi in Maremma, trovando un buen retiro a Borgo Carige dove aveva acquistato un podere, lo aveva ristrutturato e aveva creato un piccolo agriturismo che si chiama Il Mandriolo.
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