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GROSSETO

La Maremma in corteo per chiedere il "corridoio tirrenico"

Francesca Ferri
La Maremma in corteo per chiedere il "corridoio tirrenico"

Una superstrada all'altezza delle esigenze, dopo decenni di promesse e annunci. Proprio ieri sera l'ultimo incidente mortale su uno dei tratti più pericolosi

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GROSSETO. Un minuto di silenzio per Felice Signorino, l'ultima vittima dell'Aurelia, morto a poche ore dalla manifestazione per chiedere una strada più sicura. Così è iniziato nel piazzale del centro commerciale Maremà di Grosseto il comizio a più voci al termine del corteo che stamani, sabato 12 ottobre, ha mosso 16 associazioni e sindacati grossetani e molti Comuni della provincia per chiedere che questa strada diventi una sicura e moderna superstrada. Un “corridoio tirrenico”, insomma, dove oggi c’è una strada vecchia, con incroci a raso e tratti a due corsi.

Il comizio, sul palco ricavato da un autotreno, è arrivato dopo il lungo serpentone di trattori, camion e auto sull’Aurelia. È partita poco dopo le 10 di oggi, sabato 12 ottobre, la manifestazione coordinata dalla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno.

Anni, decenni di promesse non mantenute. Stavolta si respira un moderato ottimismo. “Stavolta siamo compatti”, dice il direttore della Cia Grosseto Enrico Rabazzi mentre fa cenno al primo trattore di partire. “Partire dal tratto di Capalbio”, è l’imperativo di Riccardo Breda, presidente della Cciaa. Per una sinistra coincidenza del destino, proprio ieri sera in quel punto per un incidente stradale è morto un uomo.

In corteo anche il presidente della Regione Enrico Rossi, il presidente della Provincia Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Il corteo si è diretto verso il capoluogo attraversando la città.

Ha preso la parola anche Angela Adiletta, rappresentante toscana dell'Associazione italiana familiari vittime della strada, che 22 anni fa ha perso il figlio Riccardo. "Le famiglie rimangono coinvolte per sempre, ma si va avanti a testa alta sperando che venga il meglio dopo".

Una speranza condivisa anche da Giuseppe Ranieri, vicesindaco di Capalbio, nel cui territorio comunale ricade il tratto ancora a due corsie, il più pericoloso. "Siamo delusi e stanchi perché non è giusto che la gente continui a morire. Adeguamento dell'Aurelia e messa in sicurezza, via gli incroci a raso, e carreggiate standard. Non deve più morire gente sulla strada come è successo alle 18 ieri sera. Capalbio è stanco".

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