Il Tirreno

Toscana

La tragedia di Scarperia 

«Uccido i tuoi figli»: morte annunciata per sms

Matteo Leoni
«Uccido i tuoi figli»: morte annunciata per sms

In 800 messaggi Patriarchi aveva anticipato alla compagna l’assassinio del bimbo di un anno: non è stato fermato 

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Firenze. «Uccido i tuoi figli». Un anno prima di compiere l'omicidio lo aveva annunciato alla convivente con centinaia di messaggi. Ma le denunce della donna sono cadute nel vuoto. Il 17 settembre 2018 il 34enne Niccolò Patriarchi ha ucciso con 6 coltellate il figlio di 1 anno, colpendolo alla schiena mentre gattonava nella loro casa di Scarperia nel Mugello fiorentino. Poi ha tentato di fare lo stesso con la figlia di 7 anni e con la loro madre. La donna, nel disperato tentativo di salvare il figlioletto, è stata raggiunta da una raffica di coltellate a un braccio, di cui adesso ha praticamente perso l'uso a causa delle gravi lesioni.

Nel processo con rito abbreviato che si sta celebrando a Firenze i pm Benedetta Foti e Fabio Di Vizio hanno chiesto l'ergastolo per Patriarchi. Il giudice, che ieri ha ascoltato anche difesa e parti civili, deciderà il 24 ottobre, data fissata per la lettura della sentenza. Gli sms di Patriarchi alla compagna, circa 800, sono stati prodotti dall'accusa: «È la prova conclamata che si è trattato di una tragedia annunciata - afferma il legale della convivente di Patriarchi, avvocato Massimiliano Annetta - non si è trattato di un fulmine a ciel sereno. Patriarchi poteva essere fermato prima». Dagli accertamenti eseguiti dopo l'omicidio del neonato è emerso che in una perizia disposta dal gip nell'ambito di una precedente inchiesta per maltrattamenti, sempre nei riguardi della donna, è scritto nero su bianco che l'uomo era socialmente pericoloso e per questo doveva curarsi, ma poteva essere controllato coi farmaci. Patriarchi inoltre aveva già subito una precedente condanna per atteggiamenti violenti verso la precedente compagna. Nonostante tutto questo, nessuna istituzione è stata in grado di intervenire per fermarlo prima che accadesse l'irreparabile. E proprio per questo motivo l'avvocato Annetta ha presentato un ricorso alla Corte europea per i diritti dell'uomo contro lo Stato italiano, accusato di aver violato il diritto alla vita non essendo stato in grado di proteggere i suoi cittadini, ossia la donna e i suoi due figli, come già annunciato da Il Tirreno. L'Italia non si è neppure presentata all'udienza di conciliazione, ignorando l'invito della Corte europea, che adesso quindi andrà avanti con la causa fino ad arrivare alla sentenza. Nel processo con rito abbreviato tutti i periti, anche quelli della difesa che pure hanno messo in discussione la capacità di intendere e di volere dell'imputato al momento della commissione del fatto, concordano che Patriarchi fosse socialmente pericoloso. —

Matteo Leoni

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