Forteto, sui risarcimenti scontro fra commissario e Città Metropolitana
Mugnai attacca Firenze che chiede i danni alla coop Marzetti: «L’ente non ha vigilato sui minori, ora tardivo tentativo di prendere le distanze»
firenze. «Grossolano errore dell’amministrazione di non costituirsi parte civile crea gravi difficoltà dal punto di vista politico e istituzionale». Neanche il tempo di riprendere fiato e la lettera dell’avvocato Jacopo Marzetti commissario del governo al sindaco di Firenze riprende la sfilza di accuse alla Città metropolitana che non «ha posto in essere la necessaria attività di vigilanza nonché di intervento» per impedire abusi su bimbi e ragazzi mandati dal tribunale dei minori nella Comunità Il Forteto.
È indignato Marzetti. Per la richiesta di danni che la Città Metropolitana avanzerebbe nei confronti della (nuova) coop Il Forteto, atteggiamento che il commissario legge come un «tentativo tardivo e maldestro di dimostrare la presa di distanza « dalla vicenda che ha portato all’insediamento della commissione di inchiesta nazionale. «Mi chiedo, però - prosegue Marzetti - perché la Città Metropolitana non abbia chiesto i danni agli autori dei reati accertati, compresi gli ex amministratori della coop, così incensati in passato da tutte le autorità territoriali». Parte proprio da qui l’attacco di Stefano Mugnai, vicecapogruppo di FI alla Camera: «Prima hanno sostenuto e finanziato quei personaggi proprio negli anni in cui si compivano gli abusi, poi non si sono costituiti parte civile nel procedimento per quegli stessi abusi e maltrattamenti. In compenso la Città Metropolitana i danni alla Cooperativa rischiando di mandarla a gambe all’aria con ulteriore danno alle vittime». La Regione, almeno - fa presente Mugnai - si è costituita parte civile nel processo e «dopo la nostra protesta a fianco del commissario Marzetti», ha modificato la posizione iniziale e ha deciso di chiedere i danni solo alle persone fisiche condannate per gli abusi e i maltrattamenti. Invece - evidenzia il deputato di Fi - la Città metropolitana «non ha neppure dato seguito alla richiesta avanzata dal Commissario Marzetti di essere ricevuto per risolvere la questione». La soluzione proposta da Marzetti, nella lettera a Nardelli, è (era) «un’azione sinergica con la Coop per completare i risarcimenti alle vittime, magari mediante la predisposizione di un fondo alimentato dalla Città metropolitana e destinato alle vittime non accertate dalla sentenza di Cassazione». Inoltre Marzetti suggeriva alla Città Metropolitana anche di stanziare «di risorse adeguate per sostenere il recupero psicologico delle vittime». Ma la Città Metropolitana respinge queste accuse: «La Provincia di Firenze, a cui è poi subentrata la Città Metropolitana, si è costituita (parte civile) all’udienza di apertura del dibattimento del 4 ottobre 2013 e ha stabilito altresì di non costituirsi nei confronti del responsabile civile della coop “Il Forteto. La giunta ha stabilito da allora che nel caso di condanna, con conseguente limitazione del danno a carico degli imputati, le somme da introitarsi sarebbero state destinate a finanziare interventi di sostegno in materia di politiche sociali, formazione e istruzione. E l’avvocato Marzetti fa confusione con gli atti. Il commissario è stato incontrato dal direttore generale della Città metropolitana, delegato dal Sindaco, dopo varie telefonate per riuscire ad organizzare un appuntamento. Il Direttore generale ha ricordato che la Città metropolitana vuole destinare ad azioni sostegno risarcimento da chiedere ai condannati e non alla cooperativa. Il Commissario non ha mai risposto. Perciò - conclude la nota - viene quindi da chiedersi “a che gioco gioca il Commissario?”. La Città Metropolitana è intenta, peraltro, a verificare l'attività di rimozione, dalla coop, dei soci condannati, in continuità con la sentenza di primo grado che ha comportato la cancellazione della fondazione “Il Forteto” dal registro del volontariato». —
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