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Cibo, insetti o farmaci: così dilagano le allergie

Maria Antonietta Schiavina
Cibo, insetti o farmaci: così dilagano le allergie

La reazione dell’organismo a sostanze presenti nell’ambiente o negli alimenti interessa in media una persona su quattro La forma più grave è lo choc anafilattico: in quel caso ci salva solo l’adrenalina. Bisogna stare attenti anche alle intolleranze 

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La reazione dell'organismo verso particolari sostanze presenti nell'ambiente o negli alimenti scatena le allergie e interessa circa una persona su quattro. Può accadere in un momento qualsiasi della vita, in modo transitorio o permanente e, negli ultimi decenni, ha avuto un aumento importante, tanto che oggi la prevalenza nei Paesi occidentali di questo problema è intorno al 20% circa un quinto della popolazione. Come riconoscere le allergie e, soprattutto, come affrontarle? Ecco una guida preparata per Il Tirreno dalla dottoressa Anna Carabelli, responsabile della sezione dipartimentale di Allergologia Clinica dell'Aoup (Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana).

Come ci si accorge di essere allergici a un alimento?

Le allergie alimentari comprendono un ampio spettro di sintomi. I più lievi sono quelli limitati alla mucosa del cavo orale e delle labbra, che si manifestano con prurito, bruciore e/o gonfiore. L’orticaria, cioè la comparsa di pomfi pruriginosi diffusi, talvolta con gonfiore di alcune zone come le palpebre, le labbra e i genitali, è il sintomo più frequente. Un altro sintomo tipico è la difficoltà respiratoria, con senso di chiusura della gola od oppressione sul petto; inoltre possono essere presenti anche dolori gastrici, addominali, vomito e diarrea.

Qual è la manifestazione più grave e drammatica della reazione allergica?

Senz'altro lo choc anafilattico, caratterizzato da un brusco calo di pressione che può portare a perdita di coscienza.

Dopo quanto tempo dall’ingestione di un alimento al quale si è allergici si può manifestare una reazione?

Nella maggior parte dei casi, la reazione allergica si manifesta da pochi minuti a un’ora. Più raramente si verificano reazioni fino a 3-4 ore dopo il pasto. Un caso a parte è quello dell’allergia a una particolare proteina presente nelle carni rosse, che si può manifestare anche a distanza di 12 ore.

L’allergia può provocare sempre uno choc anafilattico?

Fortunatamente lo choc anafilattico è la manifestazione meno frequente, ma è la manifestazione più grave e deve essere trattata immediatamente.

In che modo?

Dipende dalla gravità della reazione: per i sintomi cutanei e per una difficoltà respiratoria non grave è sufficienti l’assunzione di antistaminici e cortisone; in caso di choc anafilattico o di importante difficoltà respiratoria invece, va utilizzata l’adrenalina, che i pazienti con una diagnosi già nota devono sempre avere a portata di mano, in un dispositivo che ne permette la rapida auto somministrazione.

L'allergia agli alimenti è l’unica che può provocare anafilassi (una grave reazione allergica)?

No. Con lo stesso meccanismo e gli stessi sintomi si possono verificare reazioni allergiche a farmaci o a punture di imenotteri, cioè api, vespe e calabroni.

C’è differenza tra allergia e intolleranza alimentare?

Sì e parliamo di patologie completamente diverse. Le intolleranze alimentari sono essenzialmente due: quella al lattosio, che dipende dalla carenza di un enzima, e quella al glutine che è una malattia autoimmune.

L’allergia alimentare, invece, è una patologia immunomediata: una risposta abnorme nei confronti di un alimento da parte del sistema immunitario.

Come si può riconoscere un'intolleranza da un’allergia?

Oltre al meccanismo anche i sintomi sono completamente diversi. Nelle intolleranze alimentari, che si manifestano soprattutto con dolori addominali e diarrea, è coinvolto principalmente il sistema gastroenterico.

Dall’allergia alimentare si guarisce?

Solo l’allergia che si manifesta nella prima infanzia, generalmente nei confronti di proteine animali come quelle di latte e uova, di solito regredisce. Per il resto l’allergia alimentare dura tutta la vita.

È vero che possono esserci reazioni anche gravi da inalazione di vapori di alimenti ai quali si è allergici?

Succede raramente, ma sono stati segnalati casi di questo tipo, per esempio con i crostacei, perché il vapore può veicolare l’allergene (l’elemento al quale si è allergici).

L’allergia all’acaro della polvere predispone allo sviluppo di allergie alimentari?

Può succedere che i soggetti allergici agli acari siano allergici anche ai crostacei e alle chiocciole di terra. Si tratta di una cosiddetta allergia “crociata”, che dipende dalla presenza di un allergene comune.

Quali sono le allergie alimentari che più difficilmente guariscono?

Quelle insorte nell’adulto, indipendentemente dal tipo di alimento coinvolto. —


 

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