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Belli, buoni e poco calorici: in tavola ci sono i peperoni

Irene Arquint
Belli, buoni e poco calorici: in tavola ci sono i peperoni

Indicati per chi ha problemi di obesità, di sovrappeso e diabete contengono molta fibra e hanno un «buon potere saziante» Attenti solo alla digestione

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Come il pomodoro, la patata, il mais, anche il peperone arriva in Europa dall’America. Pur appartenendo agli ortaggi estivi perché predilige le temperature calde, questo bel pomo colorato (giallo, verde o rosso) più o meno allungato è ancora presente sui banchi del mercato. E mentre in America Latina è una pianta perenne, da noi dove il clima è più freddo, diventa un frutto annuale. Quelli di cui parliamo sono i dolci, i più coltivati, i classici da cucina e fanno parte della famiglia delle Solanacee, varietà Capsicum Annuum.

«Sono ricchi di vitamine, soprattutto C e A sotto forma di precursori. Fra i sali minerali spicca il potassio, ma sono rappresentati anche calcio e fosforo – spiega la nutrizionista Giusi D’Urso – Hanno proprietà antiossidanti spiccate per le vitamine ma anche per il licopene (come il pomodoro), il betacarotene che è più biodisponibile se aggiungiamo l’olio sia crudo che cotto». I valori nutrizionali e le calorie variano a seconda del colore:31 Kcal i rossi, 27 i gialli, 20 i verdi. Ad esempio i gialli sono i più ricchi di vitamina C (183.5 mg contro gli 80.4 dei verdi e i 127.7 dei rossi) e di potassio (212 mg contro i 175 dei verdi, mentre i rossi sono pressoché paritari), idem per il magnesio (12 mg i gialli e i rossi, 10 i verdi). I rossi invece detengono il primato di vitamina A e di betacarotene (1624 mcg contro i 120 dei gialli e i 208 dei verdi) nemico acerrimo dei radicali liberi.

«Sono indicati nel diabete, obesità e sovrappeso per l’esiguo potere calorico, la grande presenza di fibra e il buon potere saziante – prosegue la nutrizionista - La cuticola è ricca di cellulosa per cui risulta poco digeribile, meglio spellarli e cuocerli con tecniche poco aggressive con poco olio o solo con acqua e condirli meglio dopo. Da crudi, attenzione a chi ha problemi di digestione lenta e intestino irritabile. Contenendo solanina come tutte le solanacee, è meglio non farne scorpacciate ma alternarli ad altri ortaggi e consumarli con moderazione».

Versatile in cucina, il peperone appartiene alla tradizione di molti ricettari: dalla bagnacauda piemontese alla caponata siciliana con le melanzane, dalla peperonata al gazpacho spagnolo, alla ratatuille e le messicane fajitas (carne di manzo o pollo piccante abbinati a peperoni) può essere consumato sia cotto che crudo per insalate, sformati, pasticci di ortaggi, ripieno al forno, come contorno a crudo in pinzimonio o grigliato e spellato (più digeribile). Senza dimenticare l’ungherese paprika, condimento e base di piatti come il goulash. Fondamentale, al momento dell’acquisto, la sua consistenza che se bella croccante denota freschezza e dunque un pieno delle proprietà nutrizionali suddette. —
 

La scheda

Ricchi di vitamina A e di sali minerali, soprattutto potassio Ecco i principali componenti dei peperoni. Vitamina A: è utile nella vista, ha funzione antiossidante, combatte i radicali liberi, interviene nella sintesi proteica e nella formazione di ossa e scheletro. Vitamina C: impedisce l’ossidazione dei tessuti intervenendo contro i radicali liberi.

È fondamentale anche nella formazione dei tessuti connettivi. Potassio: interviene nella trasmissione nervosa e nella regolazione dell’equilibrio acido-base e dell’equilibrio idrosalino. Lo troviamo in: legumi secchi, frutta secca, cioccolato fondente, cereali integrali, uva, banane. Calcio: stimola muscoli e nervi, realizza la coagulazione del sangue, svolge attività di tipo enzimatico, è un elemento strutturale di ossa, denti e cellule. Lo troviamo anche in: latte e latticini, cereali.

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