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Gli integratori non curano i tumori, Antitrust multa di nuovo Panzironi

Ilaria Bonuccelli
Gli integratori non curano i tumori, Antitrust multa di nuovo Panzironi

Maxi sanzione da 290mila euro per messaggi ingannevoli. Contestata pubblicità occulta nel programma Il Cercasalute

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La multa, questa volta, sfiora i 300mila euro. Stessa contestazione di un anno fa, per Adriano Panzironi e le sue società: per Antitrust l’ideatore dello stile di vita Life 120 continua a trasmettere in televisione messaggi «ingannevoli» e «occulti» per vendere i suoi integratori alimentari pubblicizzati nella trasmissione Il cercasalute.

Affare da 11 milioni

Life120 è un stile di vita che promette di far vivere 120anni (o molto a lungo) chiunque non mangi carboidrati e possibilmente compri integratori e pure i prodotti della filiera alimentare messa sul mercato da Adriano Panzironi e dal gemello Roberto, un business da circa 11 milioni di euro nel 2018. L’Autorità di Garanzia del Mercato e della Concorrenza, però, il 13 settembre 2018 ha sanzionato Adriano Panzironi e le società a lui riconducibili - in particolare Life120 srls e Welcome Time Elevator srl - «per la scorrettezza di due distinte pratiche commerciali»: la diffusione «di asserititi effetti terapeutici degli integratori alimentari della Life120»; la «promozione occulta degli integratori alimentari dissimulata in contesto surrettiziamente informativo, la trasmissione Il Cercasalute».

I rimedi

Dopo questa sanzione, con la nuova edizione del programma partita a gennaio, Il Cercasalute ha cambiato format e spot. Ha inserito messaggi all’inizio e alla fine del programma per spiegare ai telespettatori che: 1) Il Cercasalute è un programma commerciale; che Adriano Panzironi è socio della società che produce la trasmissione; 3) che nella trasmissione sono inseriti prodotti commerciali. In più ci sono avvertenze “sanitarie”: che «l’integrazione non ha efficacia terapeutica né natura curativa»; che «i contenuti della trasmissione non devono ritenersi in alcun modo sostitutivi del rapporto medico-paziente». Ma per Antitrust questi accorgimenti non sono stati sufficienti a evitare né pubblicità occultà né messaggi ingannevoli.

Messaggi ingannevoli

I messaggi ingannevoli - evidenzia l’Autorità - sono contenuti negli spot degli integratori Orac Spice.

Nella prima versione dello spot (13 gennaio-17 febbraio)- rileva Antitrust - si fa ancora riferimento «alla capacità antitumorale e di prevenzione dell’Alzheimer della curcuma; all’effetto protettivo per la prevenzione del tumore al colon dei chiodi di garofano; alla capacità dell’integratore di contrastare la formazione dei radicali liberi e quindi il rischio di comparsa del tumore...».

Nella seconda versione, in onda dal 24 febbraio a giugno «si continua a fare riferimento al fatto che le spezie contenute in Orac spice sarebbero potenti antibatterici, antimicotici, antiinfiammatori del tutto naturali e alla conseguente asserita capacità del prodotto - sottolinea Antitrust - di “contrastare patologie dell’intestino quali la sindrome del colon irritabile e la candida.. nonché all’asserita capacità di riduzione della glicemia».

Per Antitrust entrambi gli spot fanno «riferimento a non dimostrati effetti terapeutici delle sostanze contenute dell’integratore... La qualificazione delle spezie contenute in Orac spice come antibatterici, antiinfiammatori come l’effetto sulle patologie citate non trovano riscontro nelle Linee Guida ministeriali per gli effetti fisiologici » (degli integratori alimentari). Anzi per le linee guida ministeriali - insiste Antitrust - le funzioni attribuibili alle spezie contenute in Orac spice sono balsamiche, anti-ossidanti, digestive (non antiinfiammatorie, anti-micotiche).

Patologie? Raffreddori

Ora Life120 srls si difende sostenendo: di aver usato la parola “patologie” senza riferirsi a malattie gravi o croniche come diabete, tumore o Alzheimer «visto che anche il raffreddore è una patologia che si può curare con rimedi naturali»; che la «glicemia non è una patologia»; che ha usato termini simili a quelli delle linee guida ministeriali, di fatto “reinterpretandole”. «Impossibile reinterpretare» scrive Antitrust per «assicurare un elevato tasso di tutela dei consumatori».

Pubblicità occulta

C’è poi la questione della pubblicità occulta. La contestazione è legata a una puntata trasmessa il 5 marzo da Teleuniverso (emittente del Lazio) de Il Cercasalute con la rubrica: “Panzironi venga a pranzo da noi”. In questa puntata un membro della famiglia che ospita il giornalista a pranzo «decanta i benefici effetti dell’integrazione Life120, sollecitandone implicitamente l’acquisto».

Per la società Life120srls non si può parlare di reiterazione di pubblicità occulta se l’episodio contestato è uno solo. Tanto più che ci sono i messaggi di avvertenza all’inizio e alla fine del programma sull’inserimento di spot commerciali. Per Antitrust, però, fra messaggio occulto e avvertenza sono «passati 28 minuti». E, comunque «nel valutare la «gravità dei fatti - conclude l’Autorità - si tiene conto della personalità dell’agente che, al fine di perseguire un puro interesse economico, ha fatto leva sulle debolezze psico-fisiche del consumatore medio».

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