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Regionali, c'è già un partito di Brenda. Lei è cauta, Nardella la gela: "Ipotesi che non esiste"

Mario Neri
Regionali, c'è già un partito di Brenda. Lei è cauta, Nardella la gela: "Ipotesi che non esiste"

Dal sindaco di Livorno a quello di Pontedera fino a pezzi di renzismo e degli zingarettiani, c'è già un fronte dentro e fuori dai dem pronto a sostenere l'empolese Barnini. Ma la sindaca: "Io non sono candidata a nulla né qualcuno lavora alla mia candidatura"  

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FIRENZE. «Quando le persone hanno valori e idee, superano le appartenenze, vanno oltre le correnti e le logiche di gruppo. E Brenda sabato ha dimostrato di avere soprattutto questo: la capacità di avanzare contenuti, progetti, quello che serve adesso. Un’agenda per la Toscana, e non un inutile dibattito sui nomi». Matteo Franconi, sindaco di Pontedera, dice che sì, se c’è un motivo per cui sta crescendo la "voglia di Brenda" fra i dem, una spiegazione a quella che a molti sabato, nella prima assemblea dei sindaci Pd convocata da Dario Naardella e Luca Salvetti ai Bagni Pancaldi, è sembrata una specie di investitura per Brenda Barnini in vista delle regionali, è proprio la «spontaneità» con cui il nome della sindaca di Empoli è sbucato dalle nebbie del caos post scissione, fuori dal cerchio di fumo di auto e fanta-candidati. Sì perché molti dei 64 sindaci presenti alla convention, dopo aver sentito parlare la 38enne ex renziana, hanno accerchiato Salvetti e Nardella con la stessa idea in testa: «Lei è brava, perché non puntarci?».

E ora così, le idee di Brenda potrebbero diventare una rotta da dare al partito. Perché quasi tutti, perfino pezzi e mine vaganti del post renzismo rimasto fra i dem, sono un po’ spiazzati, storditi, perfino ubriacati da questo Barnini out. Uno su tutti Dario Nardella, il sindaco di Firenze che immaginava di poter organizzare un "partito dei sindaci" per dettare la linea al Pd in vista di Toscana 2020, o forse, chissà, un PdN, e ora si ritrova in casa il "partito di Brenda". Barnini una candidata possibile? «Non esiste questa ipotesi», è secco il primo cittadino di Firenze. Una stroncatura. Certo, perfino lei sembra non avere ambizioni. «Non ho niente da dire, solo che non sono candidata a nulla né qualcuno sta lavorando alla mia candidatura. Confermo che molti sindaci hanno apprezzato il mio intervento, ma nulla di più». Nella sua orbita, per ora, c’è «solo Empoli», perché la «fiducia dei cittadini è una cosa seria, un bene prezioso e non rinnovabile». Eppure le sue proposte hanno stupito, l’idea di un piano donna per la Toscana, e soprattutto di riconnettere il centrosinistra «al Paese reale». Non un caso che Franconi e sindaci zingarettiani come Francesca Brogi siano pronti a sostenerla. «Può essere una candidata valida - dice la sindaca di Ponsacco - è brava, ha governato bene la sua città. Il dibattito è aperto, auspico si possa trovare un nome che unisce». Ma pure ex fedelissimi di Matteo Renzi, oggi arruolati fra i guerinian-lottiani di Base riformista, sposano l’ipotesi: «Continuo a pensare che le primarie siano da evitare - dice il deputato livornese Andrea Romano - avrebbero effetti divisivi e strascichi dolorosi. Nel malaugurato caso che noi dirigenti del centrosinistra non riuscissimo a individuare una candidatura uinitaria, considererei Brenda un’ottima candidata: giovane ma già esperta di amministrazione, capace di veicolare un messaggio di rinnovamento, dotata dell’energia giusta».

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E dal profilo giusto per allargare al civismo e forse anche a sinistra. Tanto che la sindaca già conta sull’appoggio di Luca Salvetti, che del Pd non fa parte, e ha appena riconquistato Livorno allargando a un civismo "rosso". «Per me Brenda ha tutte le qualità per poter fare la candidata in una tornata difficile - dice Salvetti - è brillante, ha una capacità di ragionamento politico indubbio. Poi è donna e ha una esperienza da amministratrice. È naturale, va misurata con le linee e le intenzioni del Pd, soprattutto nell’ottica di una coalizione più ampia».

Neppure Enrico Rossi esclude che nel dopo Rossi possa esserci l’empolese: «Circolano così tanti nomi che non vorrei danneggiare nessuno», dice il governatore. Che ha un chiodo fisso: «Trovare un candidato o una candidata alternativa a Eugenio Giani, che è ancora l’unico in corsa e non ritengo possa essere, per tante ragioni, l’uomo giusto. Se poi questa ricerca potesse convergere su un nome che ci evita le primarie sarebbe molto meglio». L’unità è anche la bussola di Leonardo Marras, capogruppo dei dem in consiglio regionale, pure lui un figlio della Leopolda ora rimasto orfano: «Serve un percorso unitario, se iniziamo a schierarci su quello o l’altro non si inizia nemmeno». Ma Brenda può esserlo? «È un ottimo sindaco». Sarà difficile però non prendere in considerazione il suo nome, anche per la segretaria Simona Bonafè.

Anche per gli zingarettiani, Brenda può essere la chiave per allargare. «Dobbiamo andare avanti con il percorso unitario improntato su contenuti individuato in direzione venerdì, di cui la segretaria Bonafè si è fatta portavoce e garante - dice Valerio Fabiani - Una scelta che ha già smosso le acque: siamo usciti dal dibattito ingessato e avvitato delle scorse settimane, come dimostra anche l’attivismo dei nostri amministratori, e l’emergere di ipotesi nuove e forse più in linea con il nuovo quadro politico, come quella di Brenda Barnini. Adesso, citando la stessa Barnini, partiamo comunque dalle idee, parliamo di Toscana, dei problemi e delle ambizioni dei toscani, ricostruiamo un centrosinistra largo e senza paura apriamo il confronto con i 5stelle. Poi scegliamo il nome migliore per fermare la Lega». --
 

Nardella: "Non esiste il partito dei sindaci"

Dopo la dichiarazione rilasciata al Tirreno, parlando con i giornalisti in Palazzo Vecchio, il sidanco Dario Nardella precisa:  "Non esiste un partito dei sindaci", "i sindaci si sono ritrovati a Livorno per parlare di idee e non di nomi". "Spero che non si torni più su questo tema - ha continuato Nardella - perché si sminuisce il senso dell'iniziativa, che è quello di portare idee al progetto del centrosinistra. Lasciamo la discussione e le polemiche sui nomi e sui partiti, come sindaci vogliamo dare una mano a costruire un'agenda per il programma delle elezioni del 2020 in Toscana". Sull'eventualità di una candidatura di Brenda Barnini, attuale sindaco di Empoli, "l'obiettivo non era questo, i sindaci non hanno da fare i candidati".

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