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Pd, Bonafè segue Zinga «Segreteria unitaria» Divisi i post renziani

Mario Neri

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FIRENZE. Segreteria unitaria, per dare spazio negli organi decisionali del Pd toscano anche agli zingarettiani. E per siglare una pax anche in Toscana, nella terra del renzismo, dove il rischio di una scissione a rate dopo l’uscita di Matteo Renzi è più alto. Simona Bonafè segue la linea di Nicola Zingaretti. E in vista delle Regionali prova a tracciare una rotta. Lo fa però non senza che nella direzione regionale in cui si deve decidere la roadmap per costruire la coalizione e dare la caccia a un candidato per il voto del 2020 si trovi costretta a una retromarcia. Quella che le impongono le truppe di Zinga sul documento che la segretaria post renziana presenta in apertura. Così, se lei propone di avviare una fase di ricerca del candidato unitario di tre settimane, con l’idea di fare il punto il 21 ottobre in una nuova direzione, gli zingarettiani la stoppano e le chiedono di stralciare il passaggio. «La scadenza sarà il voto in Umbria. Politicamente era un assurdo dare la caccia a un candidato e chiudere prima di sapere quanto sarà concreta la possibilità di una alleanza con il M5S». Sì, perché nel documento originario si parlava di «un confronto programmatico auspicabile con i 5stelle», non di un patto politico. Invece l’Umbria potrebbe cambiare le cose. E se non si riuscirà a trovare un candidato condiviso con gli alleati, dalla sinistra ai sindaci, dal civismo a Italia Viva di Renzi e, magari, insieme ai grillini, allora si procederà alle primarie. Che i post renziani avrebbero voluto entro metà dicembre. Anche qui, sulla data si resta sul vago. Certo, Bonafè apre: ai 9 membri della segreteria attuale, si aggiungeranno 6 zingarettiani. E sparisce anche la data delle elezioni regionali come momento per nominare un vicesegretario, cioè Valerio Fabiani, il social dem piombinese con cui lei si punzecchia da mesi. Ma la riunione apre un fossato anche fra post renziani. A Dario Nardella, che stamani riunisce i sindaci Pd ai Bagni Pancaldi a Livorno con l’idea di dare vita a una lista, il deputato lottiano Antonello Giacomelli chiede: «Dario, poi mi spiegherai che senso ha questa lista. Come la chiamerai, Civica Viva?». —

Mario Neri

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