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Dopo le "donne in vetrina", Roberto Salvini fuori dalla Lega: entra nel gruppo misto
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Roberto SalviniIl gruppo del Carroccio è uscito dall'aula per non ascoltare il suo intervento. Il consigliere ha annunciato che però non lascerà la presidenza della Commissione controllo. Approvata una mozione di sfiducia del Pd
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FIRENZE. "Da questo momento non faccio più parte della Lega, entrerò a far parte del Gruppo misto", ma "non lascerò la commissione controllo perché il regolamento non lo prevede". Lo ha annunciato il consigliere regionale della Lega, e presidente della commissione controllo, Roberto Salvini, durante la seduta dell'Assemblea toscana. Salvini è intervenuto mentre era in corso la discussione di una mozione del Pd per chiedere la condanna della sua posizione sulle "donne in vetrina" e la sua rimozione dalla presidenza della commissione.
"A volte mi esprimo in maniera colorita - ha detto Salvini in aula - ma quello che ho cercato di spiegare aveva un'altra finalità: incrementare le opportunità di turismo nel nostro Paese. Io ho fatto un esempio in quell'aula, ho detto che in certi Paesi del nord una realtà che era un problema è stata trasformata in una realtà produttiva. In Toscana e in Italia abbiamo gli stessi problemi e nessuno si preoccupa di affrontarli".
Salvini ha ribadito che il suo "esempio" puntava a "mettere in sicurezza le nostre città, questo era l'obiettivo: mettere in sicurezza il Paese, quelle lavoratrici, togliere l'evasione fiscale, togliere le mafie dalle nostre strade. Le mie parole e gli esempi avevano la finalità di far crescere la nostra economia, togliere le mafie, perché - ha concluso Salvini - i topi vanno dove c'è il formaggio". Durante l'intervento di Salvini, i consiglieri della Lega sono usciti dall'aula per "prenderne le distanze anche visivamente" ha precisato la capogruppo del Carroccio Elisa Montemagni.
Montemagni aveva inutilmente chiesto a Salvini, prima della seduta, di chiedere scusa per la sua infelice proposta e per i concetti espressi qualche giorno fa, offensivi nei confronti di tutte le donne. Salvini avrebbe ribadito di non vedere di cosa avrebbe dovuto scusarsi. Non è escluso che Salvini vada incontro a un'espulsione dal partito, anche se la decisione spetterà comunque ai vertici milanesi di via Bellerio.
Condannare con il massimo della fermezza le parole espresse dal consigliere della Lega Toscana, Roberto Salvini, riguardo alle donne in vetrina, e non solo, e rimuoverlo dal ruolo di presidente della commissione controllo del Consiglio toscano: è quanto chiede una mozione presentata dal vicecapogruppo Pd Monia Monni, approvata oggi, martedì 24 settembre, dall'Assemblea regionale con il voto favorevole di tutti i partiti ad eccezione dei consiglieri della Lega che non hanno partecipato alla votazione pur essendo presenti un aula. I consiglieri leghisti hanno invece lasciato l'aula nel momento in cui Roberto Salvini ha preso la parola.
Un lungo dibattito in aula, durato circa due ore, ha preceduto il voto sulla mozione. Il testo impegna, tra l'altro, il presidente del Consiglio regionale a "rivolgersi ai componenti della commissione controllo della Toscana affinché si proceda immediatamente" "alla presentazione della mozione di sfiducia nei confronti del presidente Roberto Salvini, in quanto la sua permanenza rischia di nuocere gravemente all'onorabilità e al prestigio della massima istituzione regionale che siamo chiamati a rappresentare". "La Lega - ha detto Monni in aula - dopo aver provato a censurare il video, ha provato a prendere le distanze da questa proposta che era così aberrante da aver scatenato il disgusto in tutto il Paese. Ma - ha aggiunto - la richiesta di cancellazione del video da parte del Carroccio è ancora attiva", "il consigliere è stato sospeso per tamponare questa ondata di dissenso", ma "non si è scusato, e non si è pensato di chiederne le dimissioni né di rimuoverlo dal suo ruolo nella commissione controllo: un ruolo istituzionale prestigioso che credo sia incompatibile con chi vorrebbe mettere le donne in vetrina".
"Non ho capito se si è impegnato a dimettersi dalla presidenza commissione controllo o meno, ma personalmente, in qualità di vicepresidente, vorrei trovarmi alla riunione della prossima commissione avendo sul tavolo le dimissioni del consigliere Salvini. Evitando così un atto che risulterebbe ineludibile che è quello della sfiducia, che inevitabilmente dovrebbe essere proposta nei confronti del presidente alla luce di tutto quanto lui ha detto e dichiarato". Lo ha detto Andrea Pieroni, consigliere del Pd e vicepresidente della commissione controllo intervenendo in aula dopo l'approvazione della mozione del Pd.
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