Gioco
Snam e la strategia del governo dietro al nuovo assetto di Olt
La compagnia pubblica guida le grandi manovre nel settore del gas Così ha acquisito, dopo gli australiani, metà del rigassificatore livornese
Con una doppia compravendita nel giro di sei mesi la proprietà del terminale gas livornese è completamente cambiata: via prima il colosso tedesco Uniper e ora anche l’ex municipalizzata Iren (così come la società dell’acquedotto labronico Asa), ecco che l’azionariato risulta composto da Snam (con il 49,07%), il fondo australiano First State Investments controllato da una grande banca giapponese (con il 48,24%) e la flotta indipendente per il trasporto gas Golar Lng (con il 2,69%).
Ma l’ingresso in campo di Snam sembra segnare anche un mutamento nella strategia sul fronte del gas da parte del governo italiano: agli inizi aveva affidato ai privati il mantenimento di una infrastruttura per l’approvvigionamento del gas (offrendo un contributo extra, pagato dai cittadini in bolletta, anche per i periodi di sottoutilizzo); poi aveva pian piano riportato in mani pubbliche un potere crescente (con la normativa sul “golden power”); a fine primavera aveva esercitato proprio questo “super-potere” nel primo round del passaggio di mano del rigassificatore Olt. Adesso manda in campo Snam come longa manus pubblica per diventare l’elemento guida di tutto il settore.
In effetti, ora Snam ha in portafoglio sia l’impianto a terra di Panigaglia sia la gestione in tandem dell’offshore livornese, oltre a uno zampino (7,3%) nel rigassificatore adriatico, dove la multinazionale ExxonMobil ha oltre il 70% e una controllata di Qatar Petroleum il 22%.
Resta da precisare che il closing dell’operazione a Livorno deve ancora passare al vaglio delle autorizzazioni (ma è immaginabile che l’istruttoria sul “golden power” non impensierisca granché, visto che la mossa di Snam risponde proprio a quell’esigenza).
Beninteso, niente ritorno alle Partecipazioni Statali («Snam garantirà logica industriale nella gestione e nei futuri investimenti»), ma l’amministratore delegato di Snam, Marco Alverà, parla dell’acquisizione di Olt come di «una infrastruttura importante per la sicurezza e la flessibilità del sistema energetico italiano» e dell’obiettivo di consolidare «la propria posizione nel mercato del gnl nel Mediterraneo». All’interno – aggiunge – della «nostra strategia di crescita nelle infrastrutture al servizio del gas naturale liquefatto, un settore decisivo per abilitare la transizione energetica e favorire la mobilità sostenibile».
Lo scenario secondo Alverà indica che la domanda globale è «destinata a raddoppiare da qui al 2035, raggiungendo i 600 milioni di tonnellate per anno». Più nell’immediato: «Solo negli ultimi 12 mesi la domanda italiana di gas naturale liquefatto è cresciuta del 70% e quella globale del 15%». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google