Sicurezza
«Donne in vetrina, questo è turismo»
L’intervento choc del consigliere leghista Salvini in Regione. Monni, «disgustata», diffonde le immagini e scoppia il caso
«Turismo, terme, gioco, cos’è che va a cercare uno quando va in villeggiatura? Un ubriacone la cantina, ma c’è anche altra gente che va a cercare altre cose... no?». Mercoledì mattina, aula della commissione sviluppo a Palazzo Panciatichi, sede del consiglio regionale. Roberto Salvini la prende larga, e per un attimo c’è chi si abbandona sulla sedia convinto di dover assistere a uno dei proverbiali e indecifrabili pistolotti del leghista e chi aggrotta la fronte, cercando di intuire la traiettoria del ragionamento. Solo un attimo, perché poi il leghista omonimo del leader spara: «Se mezza Europa ci investe in quell’indirizzo... Non ce lo vogliamo togliere il prosciutto dagli occhi? Io sono stato 20 anni alle fiere in Germania, in Olanda è uguale, in Austria è uguale, in Francia è uguale: troviamo le donne in vetrina. È un turismo anche quello, perché c’è la gente così, sennò non ci starebbero. Dove le sfruttano le terme?». Una proposta choc rivelata ieri dalla consigliera Pd Monia Monni, che ha pubblicato la registrazione video della seduta sul suo profilo Facebook. «Sono indignata e disgustata. La proposta che la Lega ha avanzato in un luogo istituzionale è gravemente offensiva - dice - Ancora una volta dimostra di essere un partito contro le donne». Perché, non solo il ponsacchino eletto cinque anni fa non senza l’aiuto di volantini che invitavano a «votare Salvini» allude ai turisti che scelgono la Toscana per i gioielli enogastronomici come a degli “ubriaconi”, ma «è gravissima la visione che hanno dell’universo femminile», dice Monni, «mi aspetto una presa di distanza». In realtà, ieri mattina la capogruppo leghista in consiglio Elisa Montemagni ha chiesto al presidente dell’assemblea Eugenio Giani di censurare Monni e di imporle la rimozione del video dai social. A stare al regolamento - dice Montemagni - non si può fare. La risposta di Giani arriverà martedì prossimo in consiglio. Ma Monni è decisa: «Io non lo tolgo neppure sotto tortura - dice - Non ho pubblicato immagini rubate. Salvini sapeva di essere ripreso. Anzi martedì la risposta di Giani avverrà in concomitanza del voto su una mia mozione con cui invito il consiglio ad aderire alla carta di Viareggio». È il documento nato proprio dalle campagne contro la violenza sulle donne condotte dal Tirreno. «Voglio vedere cosa farà la Lega - dice Monni - La violenza non si combatte solo con lo spray al peperoncino o i corsi di autodifesa. La violenza è prodotta anche dalle parole, dalle proposte, non solo dalle botte. Chi dice certe cose non può stare nelle istituzioni».
Per questo mercoledì, in aula, il presidente di commissione Gianni Anselmi (Pd) ha saubito chiesto scusa ai presenti esprimendo solidarietà alle colleghe e ai colleghi, comprese le assistenti e le uditrici sbigottite dall’uscita sessista. Eppure dalla Lega nessuno si scusa. Anzi. «Il nostro partito è da sempre per valorizzare il turismo enogastronomico», sembra quasi voler sviare Montemagni. E le parole di Salvini? «Siamo assolutamente favorevoli alla riapertura delle "case chiuse"» per scongiurare «un fenomeno che sfrutta le donne» e crea «una vasta evasione fiscale». «Certo - conclude la capogruppo - lungi da noi voler auspicare una trasformazione del turismo termale, devastato dalla scellerata gestione del Pd. Va anzi riportato alla attrattività che gli spetta. Come donna penso che chi ha distrutto la nostra regione debba far meno chiacchiere e più mea culpa». —
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