Sicurezza
Tiene in casa la madre morta e riceve la pensione
La donna ha nascosto il corpo per mesi: accusata di occultamento di cadavere e truffa all’Inps, chiesto il rinvio a giudizio
lucca. A dare l’allarme furono i parenti, che non riuscivano più a mettersi in contatto con Gisella Camilli, 83enne che viveva in una casa a Tereglio, borgo del Comune di Coreglia in Valle del Serchio. A marzo i carabinieri entrarono in casa e trovarono all’interno il cadavere in stato di mummificazione dell’anziana. Ora la procura della Repubblica di Lucca ha chiesto per la figlia, Daniela Giampaoli, il rinvio a giudizio con due accuse pesanti: occultamento di cadavere e truffa ai danni dell’Inps. Alla donna, infatti, viene contestato il fatto di aver continuato a incassare la pensione della madre a lungo dopo la sua morte.
La vicenda scoppiò in una mattinata assolata dello scorsa primavera, dopo le segnalazioni ai carabinieri dei parenti dell’anziana, che da qualche mese si era trasferita insieme alla figlia nella casa lungo la via Ducale, un’antica arteria che collega la Lucchesia al Modenese attraverso i passi dell’appennino.
Non erano stati solo i parenti ad accorgersi che qualcosa non tornava. Anche i pochi vicini della zona si erano resi conto che da tempo l’anziana - che aveva diversi problemi di salute - non era stata vista. Quando qualcuno chiedeva informazioni alla figlia lei, rassicurante, spiegava che la madre era stata ricoverata in un ospedale nello spezzino.
La realtà era ben diversa. Quando i militari entrarono nell’abitazione si trovarono davanti condizioni igieniche al limite dell’abitabile e, in camera da letto, il cadavere della donna, evidentemente morta da lungo tempo. La salma era stata coperta, quasi come forma di rispetto, da un lenzuolo bianco.
Le indagini della procura di Lucca si mossero subito su due direttrici precise. Innanzitutto escludere la morte violenta, della quale non c’erano indizi di sorta. In secondo luogo mettere nel mirino la posizione della figlia.
Due sono stati gli accertamenti fondamentali per gli inquirenti. Il primo è stato l’esame autoptico del medico legale Stefano Pierotti, che ha stabilito come la data della morte dell’anziana risalisse a cinque-sei mesi prima del ritrovamento del cadavere.
Il secondo gli accertamenti all’Inps, dai quali è emerso come Daniela Giampaoli, disoccupata, avesse continuato a intascare la pensione della madre anche quando sicuramente l’anziana era già morta.
Non è escluso che le parti possano chiedere, nelle prossime fasi del procedimento, una perizia psichiatrica sull’imputata. —
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