Il Tirreno

Toscana

EMERGENZA SANGUE/la storia 

Per due volte in ospedale gli rinviano l’asportazione del tumore alla prostata

m.s.

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firenze. L’intervento – per rimuovere quella massa tumorale benigna alla prostata – era stato programmato da tempo e fissato in occasione di una delle ultime emergenze sangue, due anni e mezzo fa. Una storia come tante altre che si sono presentate nei momenti in cui sangue ed emoderivati scarseggiavano. Ma cos’è accaduto nel dettaglio? Il paziente doveva essere operato a Careggi a settembre 2018 (dopo un anno in lista di attesa) ma è finito sotto i ferri a gennaio 2019, cioè 120 giorni dopo.

Il paziente – un anziano che chiameremo Antonio, nome di fantasia – si era già recato in ospedale, pronto per sottoporsi all’intervento e per rimuovere il tumore. C’è ansia per affrontare l’intervento, ma anche serenità, perché è lì per risolvere un problema che gli era stato scoperto mesi e mesi prima. Sembra tutto pronto, quando l’intervento viene rimandato. «Perchè mi rimandate a casa?», domanda in ospedale. « Non c’è sangue a sufficienza», è la sincera spiegazione dei medici a paziente e familiari. E la sala operatoria, se non c’è il sangue “a copertura”, non entra in funzione perché non può garantire gli standard di sicurezza a tutela di eventuali emergenze.

Così ad Antonio viene prospettato un rinvio di un altro mese; pensa che la questione sia (quasi) risolta, quando si reca nuovamente in ospedale. Eppure di nuovo, per la seconda volta, il sangue non c’è e l’operazione deve essere posticipata; è ottobre, la famiglia è preoccupata per questi continui rinvii, anche se il tumore è benigno. Ma la massa deve, comunque, essere asportata e quindi il paziente e i suoi familiari non vedono l’ora che si passi dalle parole ai fatti. L’uomo viene operato a gennaio, quindi 4 mesi dopo rispetto alla programmazione iniziale. L’intervento si esegue quando finalmente il sangue c’è e l’operazione può essere portata a termine in sicurezza. Una storia a lieto fine, nonostante i disagi subiti dal paziente che in due casi era pronto a essere sottoposto a tutta la procedura operatoria.

Questa storia, a lieto fine, è l’ennesima dimostrazione di quanto la donazione sia fondamentale per scongiurare casi come questi; i sanitari agiscono per priorità nelle situazioni critiche, garantendo emergenze e operazioni che non si possono rinviare. Di conseguenza chi può aspettare – chiaramente a malincuore, storcendo la bocca – viene fatto aspettare. Almeno finché la spia gialla della riserva di sangue non smette di rimanere accesa. —

m.s.

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di Redazione web