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Afa e ferie rallentano le donazioni: serve sangue per evitare la chiusura delle sale operatorie

Marco Sabia
Afa e ferie rallentano le donazioni: serve sangue per evitare la chiusura delle sale operatorie

La Toscana, però, è entrata in “riserva”: per evitare di chiudere le sale operatorie c’è bisogno di versare Mancano soprattutto i gruppi A+, B+ e 0. Può farsi avanti pure chi ha il colesterolo alto o più di 60 anni

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La Toscana è (di nuovo) “a caccia di sangue”: è in riserva. Anche se in ritardo rispetto agli altri anni. Ma ciclicamente si presentano momenti in cui sangue ed emoderivati scarseggiano, specie d'estate o subito dopo: ad oggi A+, B+ e gruppo 0 sono ai minimi e per questo l’assessora regionale alla Sanità Stefania Saccardi si è appellata a vecchi e nuovi (potenziali) donatori.

LE RISERVE

Simona Carli è la direttrice regionale del centro sangue ed è quindi in prima linea per combattere questa penuria di sangue: «La carenza quest’anno è arrivata più tardi, dopo l’estate e non durante. Però, tra caldo torrido e ferie, che hanno rallentato le donazioni, il sangue a disposizione è diminuito. Per questo ci appelliamo ai donatori abituali e anche ai nuovi». Martedì, infatti, il sistema regionale era sotto di 300 unità. Certo per sopperire e garantire le emergenze e le operazioni indifferibili ogni ospedale dispone di una riserva ematica che consente un’autonomia di 3 giorni; a questa riserva – e a quella regionale – si attinge nei momenti critici. Al momento non c’è rischio di chiusura delle sale operatorie e gli interventi più importanti (chirurgica toracica, oncologica, i trapianti, i politraumi) sono garantiti: “Il sistema – assicura Simona Carli – dà le risposte necessarie. Capisco anche che un paziente che magari è stato 8 mesi in lista d’attesa per una protesi d’anca e viene rimandato all’ultimo momento non sia scontento».

CHI PUO' DONARE

Possono donare il sangue nei centri trasfusionali tutte le persone sane da 18 a 65 anni e con un peso non inferiore a 50 chili; il limite dei 65 anni è solo per donatori iscritti da tempo; chiunque desideri donare per la prima volta dopo i 60 anni può essere accettato a discrezione del medico trasfusionista. È possibile continuare a donare fino a 65 anni e fino a 70 dopo valutazione del proprio stato di salute. La pressione massima, ad esempio, deve essere compresa tra 110 e 180, la minima non deve essere superiore a 100. L’idoneità alla donazione è stabilita dal medico mediante colloquio, valutazione clinica ed esami di laboratorio, in base al criterio della “massima precauzione".

LUOGHI COMUNI ERRATI

Sulla donazione circolano molti luoghi comuni: il donatore non deve essere un superuomo (chi ha il colesterolo alto, ad esempio, può donare). È la visita col medico, mista agli esami e ai protocolli, a stabilire se si può donare o meno. Al donatore vengono prelevati di norma circa 450 millilitri di sangue intero e tra una donazione e l'altra devono trascorrere almeno 3 mesi per gli uomini, 6 per le donne in età fertile. Con la plasmaferesi possono essere donate quantità superiori di plasma (650 ml), poiché viene prelevata solo la parte liquidoproteica e vengono reinfuse le cellule. A ogni donazione, sul sangue del donatore sono controllati vari parametri, tra cui: Hiv, Epatite B e C, malattie veneree, Got e Gpt (indicatori di sofferenza del fegato).

CHI NON PUÒ DONARE

Le più frequenti cause di esclusione sono: tumori maligni; malattie autoimmuni e del sistema nervoso centrale, diabete; coronaropatie, angina pectoris, aritmie severe, trombosi ricorrenti; crisi di svenimenti e e/o convulsioni;coagulopatie accertate; infezioni gastrointestinali, epatiche, urogenitali, ematologiche, renali, metaboliche, respiratorie; epatite B e C, Hiv, Leishmaniosi, sifilide. Esclusi pure trapiantati, chi ha soggiornato nel Regno Unito dal 1980 al 1996 per più di 6 mesi cumulativi, anche non consecutivi, alcolisti cronici e chi ha avuto rapporti sessuali continuativi nel tempo (protetti o meno da profilattico) che espongano il donatore a contrarre malattie infettive trasmissibili con il sangue. Esclusioni temporanee per: viaggi in zone tropicali; assunzione di antinfiammatori non steiroidei (aspirina), antimicotici, antibiotici e antipertensivi; vaccinazioni (epatite, tetano, colera, influenza, rabbia); cure odontostomatologiche e interventi di chirurgia; tatuaggi o piercing (compresa foratura orecchie); rapporti sessuali occasionali (protetti o meno con profilattico) con persone sconosciute; gravidanza. 
 

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