Sicurezza
Dodicimila famiglie toscane rischiano lo sfratto forzato
La maggior parte dei proprietari vuole liberare le proprie abitazioni per convertirle al turismo. E così il prezzo della locazione va alle stelle
«Dodicimila famiglie rischiano di essere buttate fuori di casa da un momento all'altro con l'utilizzo delle forze dell'ordine in Toscana. Sono sotto sfratto, non possono chiedere rinvii. E non si guardi troppo al generale calo degli sfratti. A Firenze, Pisa, Livorno e Lucca aumentano le richieste di sfratto alla fine di contratti regolari. I proprietari non vogliono rinnovarli perché mandare via i residenti e affittare ai turisti tramite Rbnb risulta più redditizio». Sono Laura Grandi, segretaria del Sunia Toscana, e Maurizio Brotini, di Cgil Toscana, a lanciare l'allarme. Sono gli ultimi dati sugli sfratti di immobili a uso abitativo, pubblicati dal Viminale il luglio scorso, a confermarlo. Nonostante il calo degli sfratti (-18%), l'emergenza abitativa rimane. Anzi. Il turismo – esploso in questi anni a livelli esponenziali – caccia le famiglie lontano dai centri urbani e si estende a macchia d'olio verso le periferie. Il Comune di Empoli, periferia di Firenze, ha il più alto numero di espropri immobiliari.
La Toscana manifatturiera sta cambiando volto? Si sta trasformando in una gigantesca piattaforma turistica? Grandi e Brotini non si spingono a tanto, ma...
Turisti e residenti
Basta fare un giro a piedi per le strade di Firenze per notarlo: i fiorentini li trovate dietro al bancone dell'albergo, a portare focaccine e brioche con le api o le macchinette elettriche la mattina prima della chiusura della Ztl, ma sempre di meno dentro le case. E quelli che escono dai portoni – famiglie o giovani coppie che siano - parlano quasi sempre lingue straniere e hanno sempre di più gli occhi a mandorla. E se vi capita, quando è sera, di fare una passeggiata romantica sui Lungarni della culla del Rinascimento, scoprirete che oggi i bei palazzi che si affacciano su quello che una volta era cantato come l'Arno d'argento, hanno quasi tutti le finestre con le luci spente. Non ci abita più nessuno. E quando sono accese, sono di un albergo di lusso.
«A Lucca – continua Simone Porzio, di Cgil Toscana - la crescita delle iniziative culturali e musicali degli ultimi anni (Lucca Comics e non solo, ndr) hanno avuto come conseguenza la vendita di interi blocchi abitativi tramite le banche del posto. Sempre per farci gli affitti turistici. A Firenze fondi pensioni americani hanno acquistato interi blocchi di città». A Pistoia, città della cultura nel 2017, c'è stato un boom delle convalide di sfratto del 39% l'anno scorso.
Crisi e società
Se prima le politiche abitative erano senza prospettiva perché la maggioranza degli italiani sono proprietari di case, oggi la crisi economica ha messo in crisi anche questo dogma. I lavori sono sempre più precari, la casa costa alle famiglie il 60% dei loro introiti e gli affitti aumentano sfiorando i mille euro al mese. «Ci sono persone – racconta Grandi - che prima non vedevamo mai, l'imprenditore o il professionista, i cui redditi sono calati a picco, i pensionati proprietari di case, che non reggono più il carico delle bollette e delle spese condominiali, i giovani che hanno contratti sempre più precari e sempre più bassi, senza contare che molte persone, per vergogna, - chiude Grandi - non trovano la forza di chiedere aiuto». Insomma, è sempre più facile ritrovarsi con le valigie su un marciapiede. —
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