Proteste
Test più rapidi e dati sul web, il piano contro il super batterio
Screening su tutti i pazienti che entrano negli ospedali e maggiore prevenzione Le misure della Regione per evitare che il germe Ndm possa ripetersi o replicarsi
«Abbiamo messo in atto una serie di misure in modo da evitare che il batterio possa ripetersi o replicarsi», afferma l’assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi. Aggiornamenti costanti dei dati del monitoraggio sulla presenza del batterio killer, il New Delhi, test molecolari a risposta rapida, convenzioni con le case di cura private e le residenze sanitarie. Sono queste le decisioni prese ieri a Firenze nel vertice convocato per contrastare la diffusione del batterio che dal novembre 2018 a oggi avrebbe “colonizzato” 564 persone e provocato 17 morti sospette su 67 casi certi di infezione nel sangue registrati negli ospedali della Toscana; il Cisanello di Pisa su tutti, con una trentina di casi.
Alla riunione operativa erano presenti il direttore del Dipartimento sanità Carlo Tomassini, gli esperti dell’unità di crisi, le direzioni generali e sanitarie delle tre Asl toscane e l’Agenzia regionale della sanità. Nessun allarme – viene ripetuto – ma comunque attenzione massima verso l’enzima New Delhi metallo beta lactamase (Ndm), un farmaco-resistente variante della klebsiella, germe solitamente presente nella mucosa respiratoria e nell’intestino dell’uomo. «Seppur contenuti, i numeri sono superiori a quelli che normalmente ci aspettiamo», dice Saccardi.
MONITORAGGIO SUL web
Da domani (mercoledì 11) sul sito internet dell’Agenzia regionale di sanità – all’indirizzo www.ars.toscana.it – saranno consultabili i dati del monitoraggio sulla presenza del batterio nei pazienti ospedalieri in Toscana. La rilevazione, iniziata nel maggio scorso, sarà aggiornata ogni settimana. Ad essere pubblicati saranno i dati sull’isolamento del batterio nel sangue dei pazienti, il numero di test di screening positivi, la percentuale dei decessi nei pazienti in cui è stato isolato il batterio.
IL TEST MOLECOLARE
Accelerare i tempi del passaggio dallo screening con la diagnostica tradizionale al più rapido test molecolare, il cosiddetto quick test. È l’impegno preso ieri dalle direzioni sanitarie delle Asl. Per l’identificazione dei pazienti colonizzati dal New Delhi, il test molecolare è in grado di garantire una maggiore rapidità nella risposta, che passerà dai due giorni della diagnostica tradizionale alle 2-6 ore. Allo screening verranno sottoposti tutti i pazienti in ingresso all’ospedale al momento del ricovero.
CLINICHE PRIVATE E RSA
La campagna di sorveglianza si estende anche ai presidi ospedalieri privati, grazie a un accordo con l’Associazione italiana ospedalità privata (Aiop). Lunedì 16 è in programma la riunione organizzativa: la raccomandazione della Regione è l’incremento delle attività di prevenzione e di screening. Per quanto riguarda le Residenze sanitarie assistenziali, l’esame di diagnostica verrà fatto soltanto a chi entra in Rsa dall’ospedale. «Non è tecnicamente proponibile un test d’ingresso per tutti i pazienti che entrano nelle Rsa», precisano da Firenze.
LA PREVENZIONE
Sono le misure sul piano igienico da seguire durante le pratiche cliniche, sia per i pazienti che per gli operatori. Tra queste, cura e igiene delle mani anche con l’uso del gel idroalcolico e di salviette igienizzanti alla clorexidina, mascherine e guanti, e interventi di isolamento da contatto. —
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