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I piatti tipici, le candele, i vini: dieci lettori ospiti del Tirreno a cena nel borgo di Lajatico

I piatti tipici, le candele, i vini: dieci lettori ospiti del Tirreno a cena nel borgo di Lajatico

Tra le sculture di Daniele Basso con la mostra "In volo" quattro chiacchiere sotto le stelle per conoscere il paese ormai famoso grazie ad Andrea Bocelli

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LAJATICO. La cena perfetta, sotto le stelle, nella piazzetta di Borgo a Lajatico. Un modo elegante per riscoprire la parte storica di un paese che negli ultimi anni è sotto i riflettori del mondo insieme al suo concittadino più illustre, il tenore Andrea Bocelli. Quello che l’altra sera hanno scoperto, o riscoperto, i lettori iscritti alla comunità web di Noi Tirreno, è il centro storico de piccolo paese sulle colline della Valdera, a pochi chilometri da Volterra. Siamo nella terra del Teatro del Silenzio.

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Tutto parla del cantante italiano, tra i più famosi nel mondo. Ogni anno migliaia di persone arrivano su queste colline per sentirlo cantare nell’unico teatro al mondo che si anima una sera all’anno e che ha per palcoscenico le colline più belle della Toscana. Lajatico ora punta alla sua vocazione turistica per promuovere il territorio e lo fa con la bellezza dei luoghi, le proposte artistiche e la buona cucina. Ha debuttato a Ferragosto un’altra idea che può sembrare singolare ma fin dall’inizio ha suscitato curiosità e attenzione.. Sono le 20 quando gli ospiti cominciano a arrivare in piazza Vittorio Veneto, tra piccoli locali, sempre più affollati nelle sere d’estate, e le sculture di Daniele Basso, l’artista scelto per questa edizione del concerto di Andrea Bocelli. I lettori che si sono candidati a partecipare a un evento pensato per loro e organizzato dal Tirreno insieme all’associazione Teatro del Silenzio e al Comune di Lajatico, si trovano davanti a una location che riesce a unire semplicità, eleganza, passato e modernità.

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Il benvenuto del sindaco Alessio Barbafieri, dell’architetto Alberto Bartalini (ideatore del Teatro del Silenzio e delle cene eleganti nel borgo che vengono sperimentate in questo scorcio d’estate), il direttore generale della Banca Popolare di Lajatico, Daniele Salvadori, il direttore del Tirreno Fabrizio Brancoli, oltre all’architetto Carlo Alberto Arzelà che con Bartalini guida i lettori alla scoperta delle mostre della rassegna ArtInsolite, che resteranno aperte fino al 15 settembre. Tanti artisti, diverse proposte, eccellenze del territorio.

E’ il momento della esclusiva, sotto le stelle, nel suggestivo borgo, il classico paesaggio da cartolina che tutto il mondo ci invidia. La cena è l’occasione per vivere Lajatico in un modo nuovo. I lettori apprezzano la tavola con le decorazioni floreali che richiamano le nature morte dei maestri della pittura antica, la cucina del ristorante Maramaldo, uno dei primi ad avere accolto il progetto che l’associazione Teatro del Silenzio vuole promuovere per creare occasioni di crescita delle attività del paese. La luce delle candele, i piatti tipici e i vini. L’anno prossimo le cene nella piazzetta di Borgo e negli angoli più significativi di Lajatico entreranno a fare parte del palinsesto degli eventi dell’estate. E per i dieci fortunati lettori del Tirreno un’esperienza che resterà nei loro ricordi.

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«Puntiamo a fare crescere tutto il paese dietro il successo del Teatro del Silenzio – dice il sindaco Barbafieri – abbiamo deciso di seguire l’idea lanciata dall’architetto Bartalini. La prime serate serviranno a mettere a punto menu, organizzazioni e costi. L’obiettivo è di coinvolgere più ristoratori e di poter ospitare le cene negli angoli più suggestivi del paese».

La prossima estate, dunque, si potranno organizzare cene eleganti, in una piazzetta super esclusiva.

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Una serata speciale a Lajatico che abbiamo avuto il piacere di condividere con i nostri lettori. Con "Noi" c’erano: Armando Catastini e Carmen Diaconescu di Livorno; Franco Maggi e Antonia Emanuela Botta Chinnici di Pietrasanta; Flora Colzi e Riccardo Garofoli di Livorno; Serena Sbrana e Giovanna Nencini di Calci; Mirko Palmieri e Daisy Bernini di San Giovanni alla Vena; Federica Barabotti di Pontedera.Nell’epoca delle foto che durano il tempo di un post, i lettori che hanno partecipato alla cena nel borgo - evento riservato agli abbonati alla comunità Noi Tirreno - stanno per ricevere un souvenir d’altri tempi: una cartolina di carta, nella cassetta delle lettere, come usava una volta. L’idea, raccolta del Tirreno, è di una start-up, Emotion, che ha sede nel Polo tecnologico di Navacchio (Pisa). La cartolina di Emotion non si compra in cartoleria ma si compila attraverso una app, Pem. La app consente a chiunque di scattare una foto e inviarla tramite cartolina a chiunque nel mondo. Un’idea "vintage" unita alla semplicità di una app da scaricare sul telefonino. Ecco come  abbonarsi a  Noi Tirreno

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