Sicurezza
Soccorsi, l'assessore: «In Toscana è gratis, coi volontari abbiamo meno costi che altrove»
In cinque regioni d’Italia, se la chiamata è immotivata si paga. Le norme e il tariffario per chi chiede aiuto sulle Alpi
Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto, più di recente Lombardia (dal 2015) e Piemonte (2016). Sono queste le regioni con gestione sanitaria separata nelle quali è a pagamento l’intervento del Soccorso Alpino e Speleologico: la motivazione del servizio a pagamento è l’alto numero e la frequenza di interventi e recuperi che si verificano sulle Alpi e nei valichi del nord d’Italia, tanto che il loro costo sarebbe quasi insostenibile per la collettività.
Gli importi infatti non sono di poco conto. Se la chiamata è immotivata, per esempio, in Valle d’Aosta l’elisoccorso costa 115 euro al minuto, fino a un massimo di 3500 euro.
In Trentino il ticket fisso per una persona illesa è di 750 euro (140 euro al minuto l’elisoccorso).
In Lombardia si paga tutto (persino in caso di feriti), ma la cifra non può superare i 780 euro totali.
In Piemonte la chiamata è gratuita soltanto se l’escursionista recuperato deve essere portato al pronto soccorso: per il resto, si parte dai 120 euro del diritto di telefonata al 118.
Nel resto d’Italia il Soccorso Alpino fa riferimento al Servizio sanitario nazionale, e dunque non prevede spese dirette per alcun paziente. Compresa la Toscana «La Regione Toscana ha scelto di dare gratuità a tutte le forme dell’assistenza e ai servizi di soccorso – dice l’assessore regionale alla Protezione civile, Federica Fratoni – nella nostra regione c’è un diffuso mondo del volontariato con tanti operatori, anche per questo i costi per le attività e l’organizzazione dei soccorsi, compresi quelli in ambienti difficili, sono più accessibili nella nostra regione rispetto ad altri territori del nostro paese. Una simile gestione ci permette di coprire le spese senza applicare ticket a pagamento a chi chiede aiuto e soccorsi».
Aggiunge l’assessore Fratoni: «Il concetto di alcune regioni non è certo sbagliato, l’imprudenza delle persone andrebbe “punita” in qualche modo ne sono consapevole. Ma questa è una questione che non ci siamo mai posti».
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