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Monumento dell’eccidio nazista, i familiari delle vittime: "No ai soldi tedeschi per restaurarlo"

Monumento dell’eccidio nazista, i familiari delle vittime: "No ai soldi tedeschi per restaurarlo"

Fucecchio, il comitato dei superstiti e dei familiari delle vittime della strage del Padule si ribella: «È un affronto, la Germania prima applichi le sentenze contro i boia» 

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FUCECCHIO. Il comitato dei superstiti e dei familiari delle vittime dell’eccidio del Padule di Fucecchio (Firenze) del 23 agosto 1944 ha scritto una lettera ai sindaci dei Comuni della zona dove si svolse la feroce rappresaglia nazista per esprimere “dissenso” sul fatto che il “Fondo per il Futuro italo tedesco” dell’ambasciata di Berlino in Italia sostenga le spese per il restauro del monumento che ricorda le vittime: 174 civili, tra cui donne, anziani e bambini. Per i firmatari a occuparsi della manutenzione del monumento non può essere la Germania, che si è sempre rifiutata di dare esecuzione alle condanne dei colpevoli di quella strage.

L’ambasciata tedesca ha finanziato nell’area del Padule opere per 86.000 euro e 7.000 di questi sono per il restauro del monumento dove domenica si terrà la cerimonia del 75esimo anniversario. Il comitato spiega la sua posizione contraria a sovvenzioni di matrice tedesca perché la «Germania si rifiuta di rendere esecutive le sentenze pronunciate dai tribunali italiani nei processi per le stragi nazifasciste». Secondo i firmatari «la manutenzione doveva essere sostenuta dalla nostra comunità quale tributo alle persone morte e ai sopravvissuti che hanno sofferto tutta la vita per le violenze subite» e non dalla Germania. «La giustizia tedesca – dicono – avrebbe potuto fare tre cose nei confronti dei criminali condannati: estradarli in Italia perché scontino la pena; far loro scontare la pena in Germania; processarli per conto proprio. Non ne ha fatta neanche una. Semplicemente ha reso impuniti i criminali nazisti processati in Italia e condannati all’ergastolo». Il comitato ricorda pure che «la Germania si rifiuta di risarcire i familiari delle vittime di stragi o di atti di violenza nazista». Ma uno dei sindaci della zona, Lisa Amidei di Larciano (Pistoia), dice che «il nostro compito è tramandare una testimonianza e mantenere i luoghi che ne sono simbolo. Non è una questione di soldi. Così abbiamo impegnato lo stato tedesco nel riconoscimento di quanto stato fatto».

Mantiene la contrarietà un superstite, Lido Lazzerini, figlio di una vittima, che firma il documento mandato alle autorità locali. «Siamo rimasti senza le case, ridotti a vivere nella miseria e nelle più grandi privazioni – ricorda –. La nostra vita è stata stravolta per sempre dalle violenze. Nonostante le sentenze, non è stato ancora possibile avere giustizia per quei tragici fatti».
 

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