Toscana
Incita all’odio razziale, dopo Radio Studio 54 oscurato il sito dagli Usa
Scandicci. Nuova puntata nella battaglia tra i giudici e l'emittente radiofonica di Scandicci Radio Studio 54. Dopo il sequestro dei trasmettitori disposto il 19 agosto dal tribunale del Riesame nell'ambito di un'inchiesta per diffamazione e istigazione all'odio razziale, lo speaker e storico fondatore della radio Guido Gheri aveva continuato a trasmettere sfidando i magistrati, continuando le trasmissioni in streaming grazie a un dominio registrato in Arizona. Lo ha fatto fino a ieri, quando ai gestori della rete italiana è stato notificato da carabinieri e polizia postale un decreto di oscuramento del sito web della radio, www.radiostudio54italia.com.
Dopo la notifica del decreto, il sito web non è più visibile in Italia, sebbene la radio continui a essere ascoltabile dall'estero. Il fondatore dell'emittente Guido Gheri è indagato dalla pm Christine Von Borries per diffamazione e istigazione all'odio razziale viste le sue invettive contro i migranti. In alcune trasmissioni non solo avrebbe diffamato un ex consulente e un ex avvocato, ma avrebbe anche usato la sua radio per esprimere ai microfoni «un vero e proprio odio razziale ed etnico diretto agli extracomunitari in quanto tali e come tale - scrivono i giudici del Riesame - idoneo a determinare il concreto pericolo di comportamenti discriminatori».
Nelle trasmissioni - le ultime finite sotto la lente degli investigatori sono quelle di marzo a aprile 2019 - Gheri avrebbe «diffuso idee fondate sull'odio razziale» facendo riferimento agli stranieri «intesi non come soggetti ben individuati ma come appartenenti a un'etnia, con ciò inducendo negli ascoltatori il pregiudizio che tutti gli stranieri siano cannibali, stupratori, ladri e incitando gli italiani ad avercela con gli stranieri». Solo il sequestro della radio, scrivono sempre i giudici del Riesame, «impedirà a Gheri di reiterare condotte analoghe a quelle per le quali si procede anche tenendo conto di altri procedimenti giudiziari in cui è coinvolto». Ma contro questa decisione già nei giorni scorsi si sono espresse Forza Nuova, Lega, Fratelli d’Italia invocando la libertà di espressione e di opionione.
Tra qualche giorno Guido Gheri comparirà davanti al tribunale di sorveglianza, che dovrà stabilire se lo speaker radiofonico dovrà scontare in carcere una prima condanna avuta nel 2016 sempre per fatti simili. —
Matteo Leoni
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