Gioco
Presidente, benvenuto a ricordarci la storia
I giochi di potere del presente e il monito del 1944: le mani di Sergio Mattarella e del capo di Stato tedesco Frank Walter Steinmeier si stringeranno in segno di amicizia nel centro storico di Fivizzano, in Lunigiana
Due Capi di Stato saranno in Toscana, oggi. E noi commetteremo un errore.
A mezzogiorno le mani di Sergio Mattarella e di Frank Walter Steinmeier, presidente della Repubblica Italiana e presidente della Repubblica Federale di Germania, si stringeranno in segno di amicizia, a beneficio di molti flash e molti video, nel centro storico di Fivizzano, in Lunigiana. Commetteremo un errore, lo sappiamo in anticipo eppure non lo eviteremo, quindi siamo doppiamente colpevoli. Lì, in quelle ore, penseremo alla crisi del governo italiano; e noi operatori dell’informazione cercheremo nei movimenti, nelle parole, persino nella postura di Mattarella qualche insondata indicazione sull’ennesimo delirante sviluppo delle trattative politiche romane.
Considereremo come marginale il motivo per il quale queste due persone, così apicali da rappresentare due nazioni, si incontrino in un paese di settemilasettecento abitanti, una domenica di agosto. Ci concentreremo sull’altare dell’attualità, ignorando la sacralità della Storia. La crisi, diremo a noi stessi, “fa notizia”. E il nostro sarà uno sbaglio grave. Vorrei definirlo osceno.
Mattarella e Steinmeier si presenteranno nella piazza di Fivizzano per commemorare un numero enorme di persone inermi, assassinate negli eccidi nazifascisti dell’appennino toscano. Bambini, ragazzi, anziani, donne, invalidi, sacerdoti. Il 24 agosto del 1944 si aprì l’incubo di Vinca: durò quattro giorni. Una ferocia capace di scavalcare ogni limite di immaginazione e di umanità. Fucilati, freddati, ma anche seviziati, torturati, nel nome di cosa. Nel nome di niente.
Inorridiamo insieme, per l’ennesima volta, mentre tentiamo di mettere nero su bianco una storia che è difficile raccontare a noi stessi. La donna incinta di nove mesi, sventrata per estrarle il feto e sparare pure a quello. Il bambino lanciato in aria per essere mitragliato con quello che chiamavano il tiro al pettirosso. Lo sentite, vero? Non potete non sentirlo. È il Male, che scorre gelido e ancestrale sotto la nostra pelle. È il messaggio dell’orrore del quale sono capaci gli esseri umani; e deve sconvolgerci.
Sant’Anna di Stazzema, simulacro delle atrocità di quei giorni. Il Padule di Fucecchio, con i rastrellamenti scientifici e le esecuzioni. San Terenzo, San Giuliano, Farneta, Arezzo, Figline di Prato e molti altri luoghi. È la geografia delle nostre colpe di uomini. Briciole sparse per terra, come in una favola senza lieto fine, una mappa del tesoro nera e insanguinata, che però abbiamo il dovere di studiare e ripercorrere.
L’armadio della vergogna degli eccidi è stato aperto grazie all’impegno e all’intelligenza di persone straordinarie, a partire da un giornalista, Franco Giustolisi, che nel 1994 rivelò l’esistenza e l’oblio di 2.274 notizie di reato relative a crimini di guerra commessi sul suolo italiano durante l’occupazione nazifascista. Da lì le inchieste, il lavoro della procura militare, i processi, il percorso sempre parziale e accidentato della giustizia. La visita dei Presidenti non accade a caso e questa non è un’epoca qualunque. Certe risposte di giustizia non sono arrivate. Certi valori sono sotto attacco, vergognosamente minimizzati. Certe anticulture si riaffacciano nelle nostre quotidianità, striscianti, come virus maligni.
In mezzo alla crisi politica italiana del 2019, cioè alla frattura del presente, Sergio Mattarella volge lo sguardo ai mostri del passato. Stringe la mano del presidente tedesco e sceglie Fivizzano. Quella morta nel 1944 è gente nostra, ha lasciato testimonianza ed eredità, sta ancora parlando con noi. Non squalifichiamo le nostre coscienze con l’idea di cercare, oggi, solo le dinamiche speciose dei partiti e degli accordi di potere, dei tradimenti e delle promesse.
E se non capiamo l’importanza di una giornata come questa, siamo perduti.
*direttore de Il Tirreno
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.37379897:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.37379897:1652450657/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.37379862:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.37379862:1652450657/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.37379852:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.37379852:1652450657/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
