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Maltrattamenti e sequestro, donna salvata dal Codice rosso
Il nuovo “percorso veloce” applicato per la prima volta consente di fermare un violento in tempi rapidi: ma la giudice nega il braccialetto elettronico
VIAREGGIO. La polizia gli contesta anche il reato di sequestro di persona, dentro una vicenda di perdurante violenza domestica, ma il giudice del Tribunale di Lucca - una donna - pur disponendo per l’uomo l’allontanamento dall’abitazione condivisa ed il divieto di avvicinamento a più di 200 metri dalla casa, non applica la misura del braccialetto elettronico, oggi utilizzabile per la vigilanza di stalker e violenti grazie alla campagna del Tirreno. È la storia del primo “Codice rosso” applicato in Versilia, iniziata con una donna che si presenta al commissariato di Viareggio, diretto da Marco Mariconda, per denunciare l’ennesima violenza subita dal convivente. Lei straniera ma in Italia quasi da sempre e lui campano, si sono conosciuti un anno fa. Ed è stato subito un incubo. Tanto che la polizia, nel riassumere i fatti e i provvedimenti presi a carico dell’uomo, racconta di «una drammatica storia di violenze e maltrattamenti» fatta di «minacce, pedinamenti e violenze sia fisiche che psicologiche», il tutto consumato nei 365 giorni di conoscenza e convivenza, nella casa di lei a Viareggio, dove i due avevano quasi da subito iniziato la convivenza.
L’ultimo episodio è stato quello che ha fatto decidere la vittima a rivolgersi alla polizia. Quando il personale del commissariato si è mosso raccogliendo le testimonianze di persone vicine alla coppia, la conferma di quanto la donna subiva è arrivata immediata: «L’uomo, rifiutando la fine della relazione», così la ricostruzione degli elementi di prova, «anche in passato aveva tenuto tali comportamenti nei confronti della compagna, costretta a subire minacce, pedinamenti e violenze sia fisiche che psicologiche».
I reati contestati, oltre a quello di sequestro di persona, sono violenza privata, maltrattamenti e lesioni.
Con tutto questo la polizia giudiziaria si è presentata di fronte alla magistratura. Ma, poiché l’applicazione del braccialetto elettronico -in caso di applicazione della misura cautela dell’allontanamento del soggetto violento dalla abitazione della vittima - rimane una possibilità, il giudice che ha esaminato il “codice rosso” proposto dalla polizia di Viareggio non ha ritenuto di applicarlo.
Eppure è l’unico strumento che può evitare alla vittima di una violenza come quella sintetizzata dalla nota diffusa dal commissariato di accumulare ulteriore inutile stress, guardandosi intorno prima di entrare o uscire da casa, sobbalzando ad ogni sbattere di finestra, svegliandosi nel sonno al primo fruscio di tende. —
Donatella Francesconi
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