Gioco
Un’ondata di occhi pesti si aggira per Pietrasanta È la voce di chi si oppone alla violenza di genere
In 200 partecipano alla performance che chiude la mostra #youtoo Si lasciano truccare da vittime per la foto social, poi non si struccano
l’iniziativa
L’occhio nero è mio e me lo tengo. Me lo porto a spasso. Perché non mi vergogno di essere una vittima di violenza. Anzi sono orgogliosa di mostrarmi. E di avere il coraggio di reagire. Alla ex Farmacia comunale di Pietrasanta, donne e uomini si lasciano truccare da Giulia Maglionico, artista che chiude con una performance “animata” la mostra #youtoo contro la violenza di genere. Si lasciano truccare ma non si lasciano struccare.
Vogliono prestare (e poi mostrare in giro) il proprio volto alla sagoma che riproduce la Monna Lisa maltrattata - braccio al collo e occhio pesto - simbolo della mostra allestita nello spazio pubblico dalla Futura Art Gallery con opere anche di Paolo de Cuarto, Hackatao (una coppia). La sagoma ha l’ovale vuoto. Deve essere riempito con i volti truccati: espressioni diverse che hanno in comune solo l’occhio pesto. Per il resto, l’artista chiede a tutti - uomini e donne, perfino ragazzini - di sostituire il sorriso ineffabile della Gioconda con la propria interpretazione della violenza di genere. «Non un’interpretazione necessariamente cupa, drammatica, per quanto il tema sia un’emergenza», ammette Giulia Maglionico.
Chi partecipa all’iniziativa sorprende. Non solo per la partecipazione: circa 200 in un paio di ore. È che molti preferiscono non farsi struccare dopo la foto con il volto incorniciato nella sagoma di Monna Lisa: foto destinate al web e alla comunicazione social. Per lasciare un sentiero di briciole di pane fino alla prossima iniziativa. «La sagoma di Monna Lisa, infatti - annuncia Giulia Maglionico - resta a Pietrasanta per nuovi progetti. E anche le opere in mostra alla ex Farmacia comunale resteranno allaFutura art Gallery. Perché l’attenzione sul tema non scemi. In attesa di nuove iniziative «che potrebbero coinvolgere anche le scuole - dice l’artista - su richiesta di insegnanti che hanno partecipato alla performance». Che scioglie il sorriso di Monna Lisa. Non più enigmatico. Finalmente aperto. Su molti volti. Perché la violenza di genere è un male . Ma non è incurabile. —
Ilaria Bonuccelli
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