Gioco
Delfini uccisi da morbillivirus e pure dal Ddt presente in mare
Come anticipato da Il Tirreno, l’insetticida che persiste nel Mediterraneo fiacca il sistema immunitario dei cetacei e li rende più esposti alla malattia aggressiva
LIVORNO. Non c'è solo il Morbillivirus all'origine della moria di delfini che sta flagellando la Toscana, ma anche la mano dell'uomo. Perché se da una parte il virus è letale per i cetacei e non vi sono misure per contenerlo, dall'altra gli inquinanti presenti nei nostri mari abbassano drasticamente le difese immunitarie degli animali, facilitando l'infezione. Lo riporta la Regione Toscana, che in una nota diffusa ieri pomeriggio conferma ciò che Il Tirreno aveva anticipato la scorsa settimana dopo i primi risultati di laboratorio: ad uccidere i delfini è questo morbo, non contagioso per l'uomo e per gli altri pesci, ma letale per i mammiferi marini.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.37292487:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2019/08/02/news/delfini-indeboliti-dai-veleni-assorbiti-nel-grasso-sottopelle-c-e-anche-il-ddt-1.37292487]]
Il virus
«Hanno confermato il CeMV (il Morbillivirus ndr) come causa del picco nei decessi di delfini riscontrato da giugno nel Santuario dei cetacei - esordisce l'assessora regionale all'Ambiente Federica Fratoni - Siamo impotenti davanti a questo virus ma potremmo fare molto circa un altro problema evidenziato dalle analisi di tessuti e degli organi prelevati durante gli esami autoptici dei delfini». Il problema al quale fa riferimento Fratoni sono appunto gli inquinanti ambientali.
Pericolo ddt
Per la precisione, la relazione sulle analisi condotte da tre importanti istituti quali il Dipartimento di scienze fisiche terra e ambiente dell'Università di Siena, dell'Istituto zooprofilattico sperimentale per le Regioni Lazio e Arpat, evidenzia chiaramente «livelli elevati di DDTs e PCBs – recita il testo - policlorobifenili organoclorurati di vecchia generazione utilizzati anche come insetticidi ed ancora presenti nel mar Mediterraneo». «Questi prodotti - prosegue l'assessora - possono avere un effetto immunosoppressore e dunque possono aver contribuito al diffondersi della malattia ed ai suoi effetti». Esattamente quello che pochi giorni fa aveva anticipato Il Tirreno con l’intervista alla biologa senese Letizia Marsili. Infatti le sostanze nocive abbassano le difese immunitarie del delfino e se questo viene a contatto con il virus ecco che l'infezione ha le porte aperte, con conseguenze nefaste. Sono 40 i cetacei spiaggiati dall'inizio del 2019, quasi la metà solo dalla fine di giugno, quando è esplosa questa epidemia, come hanno dimostrato le verifiche di laboratorio su 7 carcasse ritrovate in buono stato.
I rimedi
Ma se di fronte al Morbillivirus nulla si può, come fermare questa strage? Limitare tutti i fattori che possono agevolare le infezioni. «Per questo faccio un appello al governo perché finalmente l'Italia aderisca alla Convenzione di Stoccolma del 2001, che mette al bando gli inquinanti organici persistenti – insiste Federica Fratoni - Il nostro è l'unico Paese europeo a non aver ancora sottoscritto quel patto di civiltà ed è giunto il momento di rimediare all’errore».
Tutelare i tursiopi
Ma la Regione sta battendo anche un'altra strada: quella di creare un Sic (sito di interesse comunitario) sul tursiope, che è la specie di delfini maggiormente colpita da questa moria nel 2019. Ed è anche la più fragile e meno popolosa dei nostri mari: proprio per questo viene chiesta una forma maggiore di tutela. Strada che Firenze discute di pari passo con Bruxelles, cui spetta il compito di dar forma a un Sic, così da delimitare forme di salvaguardia e valorizzazione, ma che passa inevitabilmente dalla mediazione del ministero dell'Ambiente. Lo stesso che dovrebbe spingere per sottoscrivere la Carta di Stoccolma: «Per portare a termine questi percorsi occorre un governo nel pieno delle sue funzioni», spiega l’assessora regionale. Entrambe le strade insomma appaiono in salita oggi come oggi, mentre in Toscana continuano a morire delfini. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
