Toscana
Donna trovata morta in un fosso, si indaga per occultamento di cadavere
La Procura apre un’inchiesta per questo reato, senza iscrivere nessuno nel registro degli indagati In attesa dell’esito dell’autopsia escluso l’omicidio: l’esame sul corpo previsto fra domani e mercoledì
Occultamento di cadavere. Al momento, nel fascicolo aperto dal sostituto procuratore Ezia Mancusi, non si parla di omicidio e non ci sono indagati.
Un fascicolo aperto contro ignoti in attesa che le indagini facciano il loro corso.
Così la morte di Maria Simonetta Gaggioli, 76 anni, per ora resta un giallo tutto da risolvere. L’unica cosa sulla quale i carabinieri ammettono di non avere dubbi è che la donna non sia morta lì, in quel fosso lungo la vecchia Aurelia, tra Riotorto e Follonica, dove è stata ritrovata sabato mattina avvolta in una coperta. Dove e come sia morta la pensionata, ex dipendente della Regione, però è ancora tutto da stabilire.
«Dobbiamo aspettare l’esito dell’autopsia – dice il colonnello Armando Ago, comandante del reparto operativo dei carabinieri di Livorno - Dall’esame esterno non risultano tracce di violenza, per cui tendiamo a escludere l’omicidio, almeno in base a quel che abbiamo in mano finora».
Oggi dovrebbe esserci il conferimento dell’incarico al medico legale Luigi Papi, che potrebbe eseguire l’esame autoptico domani o mercoledì a Pisa dove si trova la salma.
Sono in corso poi gli accertamenti (tabulati, localizzazione delle celle ecc.) sul telefonino della donna, dal quale venerdì pomeriggio era partita una chiamata a un’amica. Amica che aveva risposto senza sentire nulla e che aveva provato a richiamare senza più ottenere risposta. E sicuramente Maria Gaggioli in quel momento era già morta, considerando l’avanzato stato di decomposizione in cui è stata ritrovata l’indomani, sabato mattina. Trovata per caso, mentre un automobilista spostava dalla strada la carcassa di un piccolo cinghiale travolto da una macchina poche ore prima, e che aveva notato nel fosso quel corpo avvolto in una coperta.
La donna era scomparsa da una settimana esatta. Da sabato 27 luglio. Abitava a Riotorto insieme al figlio Filippo Andreani, 47 anni, alla nuora Adriana Rocha e ai tre nipotini. Si era trasferita lì da poco, dopo aver vissuto per una vita a Follonica.
Il figlio ne aveva denunciato la scomparsa solo venerdì 2 agosto, quindi sei giorni dopo, come conferma il colonnello Ago: «Ha spiegato che la madre si assentava spesso per qualche giorno perché andava a trovare la sorella, i parenti o gli amici. E quindi sulle prime il figlio non aveva dato peso alla sua assenza».
Da Follonica e da Grosseto giungono informazioni diverse: si dice che i familiari avessero già messo in preallarme le forze dell’ordine perché la donna non rispondeva più al telefono e loro erano preoccupati.
In ogni caso la sera di venerdì 2 agosto il figlio, insieme ai carabinieri, dopo la denuncia si era recato al Bar Sport di Riotorto per chiedere informazioni. La madre era già piuttosto conosciuta in paese, dove frequentava alcuni amici appassionati di burraco. Ma nessuno l’aveva più vista o sentita da giorni.
In quello stesso bar sabato mattina, subito dopo aver scoperto il cadavere e ancora prima di averlo identificato (non c’erano documenti), i carabinieri erano andati a prelevare Andreani mentre i finanzieri si erano occupati della moglie e dei tre loro figli.
La macchina di lui, una Fiat Punto, era stata invece sequestrata dai carabinieri ed è tuttora in custodia in attesa di eventuali accertamenti.
Sabato sera i due coniugi, a Livorno, sono stati sentiti a lungo come persone informate sui fatti. Gli investigatori stanno ricostruendo le ultime ore di vita della vittima, raccogliendo ogni testimonianza utile. Compresa quella del meccanico (vedi articolo accanto) che lunedì scorso, due giorni dopo la scomparsa della donna, aveva soccorso un’automobilista rimasta in panne a poche centinaia di metri dal luogo del ritrovamento del cadavere. —
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