Gioco
La visita neurologica disponibile subito ma a Castel del Piano, a 88 km da casa
In numerosi casi i lettori segnalano soluzioni del Cup difficili da accettare, di solito troppo lontane dalla propria residenza. Ecco le risposte dell'Asl alle segnalazioni inviate dai nostri lettori. La nostra inchiesta prosegue: inviateci le vostre segnalazioni
L’Asl è tenuta a garantire esami e visite dei tempi richiesti dal medico ma non nel proprio comune di residenza. Bene, se c’è un’urgenza meglio fare qualche chilometro in più che non sapere dove sbattere la testa. La teoria non è però la pratica e come racconta Cinzia l’offerta talvolta è veramente complicata da accettare. Almeno per chi non è più giovane e automunito. «Per quanto mi riguarda - racconta - per più di una prenotazione mi sono dovuta spostare da Follonica perché non c’era posto mentre era possibile prenotare le visite anche il giorno successivo ma altrove. Per me, giovane e con un lavoro con orari flessibili non è stato un problema spostarsi ma capisco che per altri può esserlo».
E Cinzia fornisce due esempi recenti che la riguardano. «Mio padre per una visita neurologica ad esempio è andato il giorno successivo a Castel del Piano, 88 chilometri da Follonica. Qui avrebbe avuto l’appuntamento a novembre. Se invece fosse andato a Massa Marittima c’era la disponibilità a settembre. Mia madre invece, per una visita oculistica, è stata visitata a Piombino in una settimana, mentre restando a Follonica avrebbe avuto da aspettare». «Forse – conclude Cinzia - sarebbe il caso di trovare delle soluzioni per andare incontro a quelle persone che non hanno mezzi per spostarsi, perlopiù persone anziane».
PISTOIA
Quattro telefonate per la visita allergologica ma «la prassi è corretta»
Gabriella Gori di Pistoia racconta di essere andata al Cup per una visita a 30 giorni dall’allergologo, per un problema che il medico di famiglia riteneva di dover risolvere alla svelta. Allo sportello però l’impiegata, senza mai guardare la paziente le ha risposto dandole i numeri dei call center aziendali dell’ ambito di Firenze, di Prato, di Empoli e di Pistoia. Alla richiesta di delucidazioni sulle telefonate e su cosa sarebbe accaduto se si fosse fatta togliere la priorità a 30 giorni, la risposta è stata tranchant: «Tanto il nostro calendario è chiuso». Non mi ha mai guardato in faccia una volta.
LA RISPOSTA DELL’ASL
L’azienda Toscana Centro risponde alla lettrice che «dispiace la scortesia dell’operatore Cup che comunque ha fornito l’informazione corretta rispetto alla richiesta infatti, la nostra azienda sanitaria, dallo scorso giugno ha attivato un modello di accesso rapido per un panel di prestazioni (tra queste anche la visita allergologica) in tutto il territorio. Attualmente per una visita allergologica nell’area pistoiese senza priorità l’attesa è di 101 giorni; correttamente l’operatore Cup ha invitato la Signora, che doveva effettuare la prestazione entro 30 giorni a rivolgersi al Call Center: con questa nuova modalità, e secondo le indicazioni regionali, il cittadino deve sempre avere un appuntamento».
LIVORNO
Ecocardiografia disponibile per il 19 dicembre. «C’era un’offerta per altre città»
Francesco Marano ogni tanto deve fare un’ecocardiografia mono e bidimensionale. Al Cup di Livorno ha avuto l’appuntamento per il 19 dicembre. Marano consapevole che l’attesa era superiore a quella prevista di 120 giorni (la richiesta di appuntamento era del 26 maggio) ha chiamato il numero verde per chi ha problemi a ottenere una prestazione. Lì hanno preso in carico la segnalazione e pochi giorni dopo l’Asl di Livorno l’ha richiamato: "Le faremo sapere". Poi, più nulla. Ha richiamato il numero verde e gli hanno garantito che avrebbero fatto un nuovo sollecito. Nessuna chiamata dal Cup. Privatamente per l’esame - comprensivo di visita cardiologica obbligatoria - gli hanno chiesto 120 euro.
LA RISPOSTA DELL’ASL
L’Asl Toscana Nord Ovest fa sapere che il paziente è già stato contattato il 29 maggio, 72 ore dopo la richiesta di appuntamento. Gli sono state offerte vareie alternative (Viareggio 27 giugno e Carrara 03 luglio) da lui rifiutate. Il consiglio dato nei casi di controlli periodici che gli utenti desiderano in una sede specifica è di prenotare sempre il nuovo esame subito dopo aver eseguito il precedente. Il servizio di Help Desk ha in carico la problematica e contatterà l’utente nel caso dovessero presentarsi nuove disponibilità per l’esame nella sede preferita dall’utente.
EMPOLI
Il percorso a ostacoli per la mammografia urgente: «Al lavoro per migliorare»
Gianna sente un nodulo al seno. Il medico le fa un’impegnativa per una mammografia da fare entro 10 giorni. La paziente - è maggio - chiama il Cup di Empoli che risponde di non essere in grado di dare un appuntamento nei tempi richiesti: «Stiamo riformando il servizio e quindi a ora il primo appuntamento disponibile è per febbraio 2020». La paziente protesta. Sa che deve chiamare il numero verde, e lo fa, ma le rispondono che «la mammografia non è prevista negli esami che gestiscono». Chiama quindi il Cup metropolitano di Firenze e le offrono un appuntamento a settembre. Lei rifiuta. La richiamano dandole un appuntamento a Firenze.
LA RISPOSTA DELL’ASL
La signora contattando il call center - spiega l’Asl Toscana Centro -ha ottenuto l’appuntamento anche se non vicino al suo luogo di residenza, con disagi che l’Azienda comprende e rispetto ai quali si sta attivando per garantire le prestazioni nella propria città con un continuo monitoraggio, riservandosi, se il sistema non è in grado di rispondere, di attivare le strutture accreditate.
PISA
La colonscopia? Il 20 marzo 2020: «L’esame non è urgente»
Martina si è rivolta a Cisanello per il fratello di 19 anni affetto dal morbo di Crohn. Non aveva mai prenotato gli esami da sola perché finora aveva fatto tutto internamente - il ragazzo è seguito dal reparto di gastroenterologia dove è stato operato - e prima all’ospedale Meyer. A fine maggio le chiedono però di fare una colonscopia di controllo. Chiama e le danno l’appuntamento per il 20 marzo. «Non avevo una richiesta urgente ma ho trovato i tempi troppo lunghi. Non mi è stata offerta alcuna alternativa. Ho chiamato il reparto: fortunatamente mi hanno rassicurata dicendomi che avrei potuto aspettare».
LA RISPOSTA DELL’AOUP
In merito ai tempi di attesa per la colonscopia segnalati al Tirreno, dalle verifiche effettuate è emerso che il paziente in questione non necessita in questo momento di un esame urgente. La sua situazione è nota ed è in carico all’ospedale, dove viene seguito a cadenze regolari per cui l’intervallo di attesa per l’esame è congruo rispetto alle condizioni cliniche stabili in cui attualmente si trova.
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