Il Tirreno

Toscana

Novità cinesi: la fine del surplus e il partito che torna leader economico

Franco A. Grassini
Novità cinesi: la fine del surplus e il partito che torna leader economico

3 MINUTI DI LETTURA





La Cina non finisce mai di stupirci. Per la prima volta dopo molti anni il Fondo Monetario Internazionale ha segnalato che nei primi mesi dell’anno corrente la bilancia dei pagamenti con l’estero non è, come nell’ultimo decennio, in surplus, ma in equilibrio. È un fatto importante da molti punti di vista. In primo luogo perché si ridurranno gli investimenti che minacciavano di portare ad un dominio non solo su piccoli Paesi, ma anche in alcuni di quelli avanzati. Poi perché forse la mancanza del più grande investitore straniero negli Stati Uniti potrebbe indurre questi a rendersi conto che non si può andare perennemente avanti con una bilancia dei pagamenti sempre in deficit. Per il vero Trump questo lo ha capito da tempo, ma le politiche da lui avviate o minacciate non paiono risolvere il problema di fondo, vale a dire che il vero problema americano è la produttività. La globalizzazione che il Presidente USA combatte, infatti, è un fenomeno positivo non solo perché ha aiutato centinaia di milioni di uomini ad uscire dalla miseria, ma perché consente a tutti di specializzarsi nei campi in cui si dispone delle migliori risorse, anche umane. Se ciascun Paese volesse soddisfare da solo i propri bisogni ci sarebbe minor disponibilità di beni e di servizi.

Non si tratta dell’unica novità. Il precedente leader, Deng Xiaoping aveva superato molte barriere nella scelta tra comunismo e capitalismo dichiarando: “non importa se il gatto è bianco o nero sino a che è capace di combattere i topi” L’attuale capo, Xi Jinping, secondo la maggior parte degli osservatori internazionali, vuol tornare al totale predominio del partito anche in economia. Ha cominciato abolendo le regole in vigore per essere nominato a vita. Non solo permette che ci siano imprese private, ma, se obbediscono, le incentiva a fare le scelte che lui ed il partito, che ha riacquistato un ruolo di primo piano anche nella gestione delle aziende, reputano vantaggiose nella conquista del primato mondiale. Per fare un solo esempio sono quasi tutti privati i cantieri navali che hanno conquistato un peso della produzione cinese in tale ambito al 40% della produzione mondiale. Una recentissima analisi di un gruppo di ricercatori statunitensi sostiene che gli sprechi sono stati così tanti da incidere sul benessere del Paese.

Purtroppo noi occidentali non molto possiamo fare contro questa sterzata se non cambiamo il nostro sistema. La via al primato mondiale della Cina è fondata, oltre che sulla popolazione più numerosa, sulla conquista del primato in molte tecnologie avanzate e sulla disponibilità di imprese leader in molti ambiti. Basti pensare al caso Huawei. Questa è significativa anche per altri aspetti. Il fondatore e capo Ren Zhengfei ha una piccolissima quota azionaria, ma dei diritti speciali. Per destinare le risorse a crescita e riduzione delle diseguaglianze occorrono mutamenti radicali nel nostro sistema capitalistico. La democrazia, non solo per colpa della Cina, è in pericolo in molti Paesi. Per salvarla occorrono volontà e fantasia.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web