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Maltempo, Rossi firma lo stato di emergenza regionale
Il presidente della Toscana Enrico Rossi ha firmato il decreto che dichiara lo stato di emergenza regionale per gli eventi meteorologici che hanno colpito il 27 e 28 luglio in vaste aree della Toscana. Sono interessate al provvedimento le province di Arezzo, Lucca, Grosseto, Livorno, Siena e la Città metropolitana di Firenze. Con successiva deliberazione la Giunta regionale provvederà all'individuazione dei Comuni colpiti e delle iniziative da assumere per il pieno ripristino delle zone che hanno subito danni.
Danni che Coldiretti quantifica in milioni di euro solo per l'agricoltura, tra serre distrutte, frutta, verdura e
cereali flagellati. La più colpita è la provincia di Arezzo. Qui in particolare la grandine si è abbattuta sulla zona di Arezzo e della Valdichiana colpendo i frutteti e devastando le pesche pronte alla raccolta, così come melanzane, peperoni e zucchine. Ma sono stati rasi al suolo anche tabacco, girasole e mais, con serre danneggiate e problemi e difficolt per le strutture agrituristiche.
"Quello che è successo nell'Aretino è drammatico, le altre province toscane sono state colpite ma non con particolari danni" spiega il presidente di Coldiretti Toscana Fabrizio Filippi. La grandine, si spiega ancora, "è l'evento più temuto dagli agricoltori in questa stagione perché i chicchi si abbattono su verdure, frutta e cereali prossimi alla raccolta provocando danni irreparabili alle coltivazioni e mandando in fumo un intero anno di lavoro".
A rischio vendemmia, raccolta di olive e cipolle a Certaldo (Firenze), tra i centri della Valdelsa colpiti. Danni anche alle aziende e alle abitazioni. Oggi dall'assessore regionale alla presidenza Vittorio Bugli, accompagnato dal responsabile della protezione civile regionale Bernardo Mazzanti, ha fatto un sopralluogo. "La Regione - ha detto Bugli - ha già chiesto lo stato di calamità naturale per l'agricoltura e lo stato di emergenza nazionale. Il nostro obiettivo è rendere possibile un aiuto alle famiglie e alle imprese colpite dal nubifragio di sabato".
A Gambassi Terme sono sei le aziende che hanno riportato forti danni: nel solettificio per scarpe Manetti la produzione tutta intrisa di fango, negli stabilimenti della Masec Cucine ci sono pezzi accatastati nel piazzale e irrimediabilmente da buttare. Irrecuperabile anche la produzione, che aspettava solo di essere spedita, del calzaturificio Gabry e Mary. E poi ci sono i macchinari. Nelle aziende che hanno subito danni sono circa 150 i dipendenti. Sarebbero inoltre 680, in base ai numeri diffusi dal sindaco Paolo Campinoti, i residenti che abitano in case danneggiate.
A Certaldo la grandine ha devastato invece decine di ettari di vigneti e di olivi, compromettendone il raccolto. "Le conseguenze peggiori in questo caso si sono avuta nella zona agricola" spiega ancora Bugli, che dopo Gambassi ha raggiunto il comune vicino. A rischio è anche il raccolto della cipolla di Certaldo, un prodotto tipo locale: dieci ettari sono stati allagati durante il nubifragio. "La pioggia che si abbattuta ha avuto una portata eccezionale con un picco di alcune ore. I piccoli alvei dei corsi d'acqua non hanno retto e questo ha provocato gli allagamenti" spiegano i tecnici.
"Per accedere ad eventuali risarcimenti - raccomanda l'assessore - comunque importante che tutti coloro che hanno avuto le proprie case, le aziende e le coltivazioni colpite documentino fin da ora con precisione i danni subiti".
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