Il dolore
Crac dell'Unità, Orfini: «Non ho idea di cosa sia accaduto. Non dirigevamo noi»
LIVORNO. «Io ero responsabile cultura e informazione del partito. Non mi sono mai occupato della parte gestionale. Interloquivo con il direttore e la società su progetti che dovevano aiutare il giornale ad aumentare le vendite, facendo promozioni e sinergie che invogliassero gli iscritti al Pd ad abbonarsi».
I conti de L’Unità si stavano sgretolando, il giornale simbolo del partito, inteso come la filiera Pci-Pds-Ds-Pd, la sua storia secolare, erano ormai sul baratro, ma Matteo Orfini giura di non aver sentito neppure uno scricchiolio. Lì, come uomo della ditta giaguara, a sorvegliare la linea del quotidiano fondato da Antonio Gramsci, lo aveva inviato Pierluigi Bersani. Ma assicura, del crac e possibili illeciti non ne aveva cognizione: «Avevamo l’assillo del Sud, dove l’Unità non esisteva. E anche al Nord era poco diffusa. Non mi sono mai occupato di conti. E meno male, perché non ne avrei avute le competenze. Ho fatto studi archeologici, figuriamoci», dice il deputato romano con almeno tre passaggi di corrente nel curriculum, cresciuto nella scuola dalemiana, poi diventato renziano e presidente dei dem, e infine disincantato martiniano. Eppure Maurizio Mian sostiene che decidesse tutto il partito, nella sua memoria difensiva invita i magistrati ad approfondire il ruolo decisionale della politica. «Non ho la più pallida idea di cosa sia accaduto e di chi sia la responsabilità. C’era una società e non la dirigevano noi, né io né il Misiano, come non l’hanno diretta dopo di noi Bonifazi e Renzi».
Renzi, appunto. «Non si è mai occupato dell’Unità se non nella scelta dei direttori, e comunque le decisioni politiche erano sganciate da quelle economiche e societarie», fanno sapere dall’entourage dell’ex premier. Eppure nel cda di epoca bersaniana c’era Antonio Mazzeo, consigliere regionale poi divenuto un fedelissimo di Renzi. «No comment, almeno non oggi», fanno sapere dal suo staff. Mazzeo è in Basilicata per un lutto familiare. Se decidesse di rispondere lo farà oggi.
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