Gioco
Elba, fuga di gas in cucina. Poi è scoppiato tutto
Morto l’anziano ricoverato a Pisa. Sopralluogo del procuratore: inchiesta per disastro colposo. La perdita dai tubi dei fornelli
L’Elba piange anche Alberto Paolini, la terza vittima della terribile esplosione della palazzina di Portoferraio. Il pensionato di 76 anni – originario di Marina di Campo ed ex muratore che per un periodo ha gestito il Paglicce Beach, uno stabilimento balneare della zona – ha perso la vita nel reparto grandi ustionati di Cisanello, a Pisa, dove era stato trasportato in condizioni critiche con l’elisoccorso. Aveva ustioni sul 90% del corpo.
Nello stesso ospedale è ancora ricoverata in prognosi riservata la figlia Lisa, con metà del corpo bruciato. La donna, che si è trasferita in Molise e ha un’azienda agricola con il compagno, dormiva lì solo perché in questi giorni aveva programmato un intervento chirurgico a Portoferraio.
Il decesso di Paolini, avvenuto nella notte fra lunedì e ieri, giunge dopo quello del sessantottenne Silvano Pescatori e di sua moglie Maria Grazia Mariconda, di 76 anni, trovati cadaveri sotto le macerie dai vigili del fuoco del distaccamento di Portoferraio. Il procuratore capo di Livorno, Ettore Squillace Greco, ha aperto un fascicolo per disastro colposo. All’origine della deflagrazione una “sacca di gas” che si è formata all’interno di uno dei due appartamenti. Mentre il terzo, quello della famiglia Ferrari, è rimasto in piedi mezzo distrutto. Con babbo, mamma e il figlio di 16 anni vivi per miracolo.
Ieri il procuratore ha effettuato il primo sopralluogo nell’edificio. Secondo una prima ricostruzione le bombole a gpl – esterne e rimaste intatte – erano perfettamente a norma. La fuga di gas sarebbe quindi avvenuta all’interno di uno degli appartamenti, con ogni probabilità in cucina. Le abitazioni erano state da poco ristrutturate, quindi è difficile che i fornelli non avessero le valvole di protezione di ultima generazione. Le indagini, appena partite, si stanno concentrando sui tubi che collegavano le bombole (che all’Elba usano tutti, visto che non c’è il metano) ai fornelli. È questo il “percorso” che potrebbe spiegare la tragedia. Con l’ambiente che in poche ore si è saturato di gas, complici le finestre tutte chiuse per via dei condizionatori accesi.
Chi potrebbe spiegare tutto, nei prossimi giorni, è Silvia Pescatori. La donna, moglie di Alberto Paolini, ieri si è svegliata nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Livorno, dove è ricoverata da lunedì mattina. Ha chiesto subito come stessero i suoi parenti. Ma i medici, per ora, hanno preferito non dirle nulla. Tenendola all’oscuro di tutto. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
