Sicurezza
Alla costa 3 miliardi per recuperare il divario con Firenze e la Toscana centrale
In 2 anni creati duemila posti di lavoro. Ma il Pil resta 10 punti più basso che nella parte più avanzata della regione
Tre miliardi di investimenti, già avviati o programmati negli ultimi 5 anni, e duemila posti di lavoro recuperati. Segnali di ripresa per la costa Toscana, frenata però dal deficit infrastrutturale che si trascina da decenni. Lo rileva lo studio dell’Irpet, l’istituto regionale per la programmazione economica toscana. Un rapporto che indica soprattutto su cosa puntare per colmare il gap rispetto alle aree centrali della regione: la logistica, sommata al valore aggiunto di un terziario avanzato e con funzioni di elevata specializzazione e alto potenziale di innovazione come quello già presente nell’area metropolitana Pisa-Livorno.
I dati sono stati presentati venerdì 19 luglio a Pisa dal presidente della Toscana Enrico Rossi, dal consigliere regionale e presidente della Commissione costa, Antonio Mazzeo, e dal direttore dell’Irpet, Stefano Casini Benvenuti. Un rapporto fatto di luci e ombre che mette in rilievo quanto gli stanziamenti regionali abbiano contribuito a superare la grande crisi economica del 2011, ma che sottolinea quanto debba ancora crescere la costa Toscana. O meglio le coste, visto che lo stesso Irpet individua tre differenti aree: la costa nord con Massa e la Versilia caratterizzata dal settore lapideo e dal turismo; la costa sud, dove all’attività turistica si aggiunge la vocazione agricola; e al centro la già citata area metropolitana Pisa-Livorno.
Un territorio accomunato da un crescita più bassa rispetto alla Toscana centrale. Negli anni ‘50 era più lenta, a partire dal ‘90 costantemente più bassa. Non a caso il Pil pro capite è più basso del 10% e gli occupati sono 16mila in meno. Questo nonostante abbia delle “specializzazioni” assenti dal resto della Regione: ovviamente la attività portuali e della pesca, ma anche turistiche (il 40% di tutta la Toscana senza considerare le seconde case), la siderurgia (anche se tra le più colpite dalla crisi), la cantieristica navale (in cui è leader in Italia con esportazioni per piu di 700 milioni di euro), il lapideo (le cui esportazioni hanno sfiorano quota 350 milioni per il lavorato e superano i 150 per l’estratto) e l’agroalimentare (con particolari nicchie nel sud regione).
Per questo negli ultimi cinque anni la Regione ha investito sulla costa i 3 miliardi di cui si è già detto. Per la precisione si tratta di 2.944,6 milioni di euro così suddivisi: 81,2 a sostegno dei lavoratori, 432,4 a favore delle imprese e ben 2,431 per far ripartire le infrastrutture. Risorse che, secondo la Regione, che creeranno ben più dei 2mila posti di lavoro già recuperati. Si stima che l’insieme degli investimenti programmati creerà in tutto 56mila posti di cui 40mila in regione e oltre 20mila nella sola costa Toscana. E una volta completati i cantieri i posti di lavoro generati saranno 6mila.
Numeri importanti che però vanno raggiunti, anche superando qualche sterile campanilismo. «Abbiamo potenzialità incredibili ma solo con lo stare uniti e coesi possiamo raggiungere gli obiettivi», ha sottolineato Antonio Mazzeo. Ma a questo va aggiunta anche una maggiore attenzione dello Stato: senza strade, autostrade e reti ferroviarie la ripresa rischia di non diventare stabile. —
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