Il Tirreno

Toscana

viareggio 

Volontari al lavoro dieci ore per vedere “gratis” Jovanotti

Cesare Bonifazi
Jovanotti durante un concerto
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Jovanotti durante un concerto

In vista della doppia tappa del “Beach party” in Versilia si apre la polemica. L’organizzazione spiega: «Succede ovunque. Danno una mano per l’ambiente»

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«Jovanotti cerca giovani lavoratori a gratis?». La campagna di reclutamento volontari non piace alla rete ma l’organizzazione si difende: «Accade in tutti i festival». Il Jova Beach Party, la festa itinerante che il cantautore Cherubini di Cortona sta portando in giro per le spiagge italiane, farà tappa a Viareggio nella spiaggia libera del Muraglione il 30 luglio e il 31 agosto. Ma l’evento, dalla sua genesi, ha generato una polemica dietro l’altra. A Rimini la Lipu ha protestato chiedendo di spostare la data del concerto per salvaguardare i pulcini dell’uccello Fratino che nidifica sul litorale. A Lignano Sabbiadoro gli spettatori si sono lamentati per il mancato rimborso del token, la moneta da utilizzare all’interno dell’area concerto. Adesso l’indignazione popolare si sposta sul volontariato per il “servizio ecologico”.

Il caso è scoppiato a Cerveteri, per poi diffondersi ovunque; ovviamente anche a casa nostra. Il sindaco della città laziale ha deciso di inventarsi delle grafiche per pubblicizzare la ricerca di volontari che aiutino gli spettatori a differenziare in maniera corretta durante il concerto. In cambio? Una maglietta dell’evento, l’ingresso gratis, un panino e una bibita. Per prestare servizio dieci ore. Da qui lo scandalo del web: la rete è insorta parlando di “sfruttamento” da parte dell’organizzazione del Jova Beach Party e ovviamente criticando lo stesso Jovanotti. La pagina ufficiale dell’evento ha dovuto rimediare con un comunicato in cui parla di «alcune grafiche che non rappresentano le reali esigenze del Jova Beach». Ma ormai il dado è tratto e la polemica ha attraversato i social spaccando l’opinione pubblica: da una parte c’è chi sostiene che possa essere una cosa buona per vedere un concerto in maniera gratuita, dall’altro chi crede che sia solo un modo per non pagare manodopera.

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Il management di Jovanotti tuttavia rivendica “l’operazione ecologica”: volontari di questo tipo ce ne saranno in ogni data del tour (sono aperte anche le candidature per le date viareggine). Verranno selezionati una ventina di persone per ogni tappa dalla cooperativa Erica che segue i lavori di pulizia per Coop e per Corona e per Wwf. Si tratta associazioni e società cooperative che hanno la partnership con il concerto.

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«L’impegno alla sostenibilità e all’ecologia sono alla base dell’intero progetto di Jovanotti. Il compito dei volontari è quello di presidiare i bidoni della spazzatura e di indicare agli altri spettatori come conferire correttamente i rifiuti – spiegano dall’interno dell’organizzazione – Ma non devono stare fermi sul posto: girano in tutta l’area concerto in modo che possano godersi lo spettacolo. La disponibilità richiesta è su tutto l’arco dell’evento ma non c’è niente di scandaloso: chi fa richiesta ha un interesse a venire, magari è disposto a dare una mano pur di avere un ingresso. Capita nei maggiori festival di musica internazionale, come a Glastonbury (in Gran Bretagna). Nel mondo anglosassone lo chiamano “work for ticket”: persone che in cambio di aiuto nella gestione dell’evento ricevono un ingresso gratuito e cibo. Chi fa richiesta sa che è su base volontaria e non c’è alcuna volontà di sfruttare. Del resto il discorso è identico anche per coloro che fanno volontariato nelle ambulanze ai grandi concerti». –

LA TESTIMONIANZA

"Io ero a Rimini, mi sono divertita e lo rifarei"

Paola Santini ha 55 anni, nata a Pietrasanta da 20 anni vive a Rimini. È una ha dei “volontari  ecologici” che
hanno prestato il pro-prio tempo nella data ro-magnola di Jova tre giorni fa. «È stato divertente - racconta la donna - avevo visto la possibilità di fare questa esperienza su un giornale locale, ho deciso di fare domanda e mi hanno presa. Ero la più grande del gruppo  e  mi  hanno  messa davanti al palco: lì mi sono goduta la prima parte dello spettacolo. Poi abbiamo fatto cambio e ho finito di vedere il concerto dalle retrovie. Gli spettatori hanno apprezzato il nostro impegno. Lo rifarei».

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